Ora farò una cosa che non sono solito fare. Non in questo spazio, almeno. L’argomento odierno infatti ha più relazioni con il mito. Sì, è vero: in passato ho parlato di Chiròn, Huayra, Valkyrie e Valhalla. È pur vero che non ho ancora parlato di Clio. Ma il tema di oggi è Musa. La Musa per antonomasia. Lancia Musa, per la precisione.
Parlo della bellezza italiana del segmento B, prodotta dalla Casa del Cavaliere della Bellezza. La cui produzione è cominciata nel ottobre del 2004 ed è terminata nel settembre del 2012. Insomma, la cui produzione è durata dunque la bellezza di 8 anni. Ed è stata realizzata nello stabilimento di Mirafiori. Sto parlando di una monovolume compatta (settore all’epoca nuovo per la Casa di Chivasso).
Questo modello ha ottenuto un buon volume di vendite. È stata la monovolume compatta più venduta in Italia nel quadriennio 2006-2009. Ciò ha permesso a Lancia di reggere il confronto con rivali come Mercedes Classe A, Opel Meriva, Citroen C3 Picasso, Audi A1, Hyundai ix20, Fiat Idea, Renault Modus e Ford B-Max. Purtroppo la commercializzazione di Lancia Musa è terminata con la fine del 2012. E non è stata rimpiazzata da nessun modello. Visto che il Lingotto ha scelto poi di puntare sulla 500L per il marchio Fiat. Che così ha concentrato su di sé l’eredità delle Fiat Idea, Punto (seconda serie) e Multipla. Un discorso a parte lo merita Lancia Ypsilon. Soprattutto perché in quegli anni il binomio Ypsilon-Musa era la formula vincente per la Casa del Lusso di Torino.
Se dunque oggi non parlo di Clio, non è perché sia una musa minore. Ma perché la sua seconda vita ha molta più pertinenza con Fiat Punto, Opel Corsa, Suzuki Swift, Volkswagen Polo e Toyota Yaris. E voi, in quale circostanza avete fatto più fatica a relazionare in modo univoco la vostra vita? Oppure: quando avete avuto la consapevolezza di aver fatto della vostra vita un mito? ma soprattutto: avete realizzato il vostro mito italico?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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7 pensieri su “Lancia Musa: il mito italico”