Tempo fa ho discusso della Chiron (Chiron: la bellezza del mito) e di Juan Pablo Montoya e di Herr Präsident, Stephan Winkelmann (L’altro successo di Winkelmann), che a bordo della stessa vettura hanno raggiunto il muro dei 400 km/h. Ora, invece, voglio parlare dell’altro lato del mito Chiron – e cioè del pilota monegasco Louis Alexandre Chiron, tra i migliori a cavallo dei due conflitti mondiali. E, nel farlo, dovrò di necessità essere più didascalico – rispetto al solito.
Nato nel Principato di Monaco, dopo aver partecipato alla Grande Guerra, vi tornò e qui incontrò una ricca donna statunitense, prima, e Alfred Hoffmann, poi, che gli permisero di entrare a buon diritto nel mondo delle competizioni automobilistiche. Quest’ultimo gli diede una Bugatti Tipo 35. Fu così che nel giro di poco entrò a far parte della squadra ufficiale Bugatti. Il suo primo vero successo avvenne nel Gran Premio d’Italia del 1928. In quest’occasione avvenne un grave incidente, nel quale morirono il pilota Emilio Materassi e 27 spettatori (la testimonianza è data dal seguente video, messo gentilmente a disposizione dall’archivio LUCE su Licenza YouTube standard).
Ma il suo successo più importante fu probabilmente il Gran Premio di Francia del 1931, a Montlhéry. La gara era più una prova di resistenza che di velocità, dal momento che durava 10 ore. Per tale competizione i costruttori Alfa Romeo, Bugatti e Maserati presentarono tre squadre ciascuno. A questi equipaggi si aggiunsero altre scuderie private, che gareggiavano con vetture proprie. In tale circostanza partecipò anche la casa Mercedes con la squadra composta da Rudolf Caracciola e Otto Merz. La vettura teutonica, però, fu costretta al ritiro. L’equipaggio vincitore, composto da Chiron e Achille Varzi, guidava una Bugatti T51. A dimostrazione della durezza della gara, solo 12 squadre conclusero la gara, mentre altre 11 si ritirarono. Il video, qui di seguito proposto come testimonianza, proviene dall’archivio storico LUCE – sempre su Licenza YouTube standard.
La bravura del pilota monegasco emerse col cambiare delle squadre: dopo la Bugatti ci furono la Scuderia C.C. (con Rudolf Caracciola), prima, l’Alfa Romeo, poi, e infine la Mercedes. Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, Louis Alexandre dovette interrompere la partecipazione alle competizioni, per prendere parte al Conflitto. Terminato il quale, tornò a correre, vincendo il Gran Premio di Francia nel 1947 e nel 1949. Nel 1950 Chiron partecipò al primo campionato di Formula 1. Nel 1958 prese parte alla sua ultima gara in un campionato di Formula 1. A tutt’oggi, è il pilota più anziano che abbia mai guidato in un Gran Premio di Formula 1.
La Bugatti ha chiamato Chiron il suo ultimo modello, proprio per omaggiare il grande pilota monegasco.
Juan
La foto in apertura del presente post è gentilmente concessa da Agence de presse Meurisse – Bibliothèque nationale de France, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16876346.

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