Mi conoscete e sapete che nutro un timore più che reverenziale per i capolavori di Sant’Agata Bolognese. Quindi, bando ai preamboli: l’argomento di oggi è Lamborghini Murciélago.
Murciélago è la supersportiva, progettata da Luc Donckerwolke, che nel 2002 ha raccolto l’eredità della gloriosa Lamborghini Diablo. Ne voglio parlare non solo perché è stata sostituita dalla Aventador, ma anche perché Lamborghini Murciélago è stata l’ultima auto a montare un motore Bizzarrini V12. Il nome di questo modello deriva dal mondo delle corride: Murciélago infatti era il nome di un celebre toro che, per il coraggio dimostrato, ottenne il beneficio dell’indulto dal torero matador Rafael Molino. Pare che questo toro sia stato poi donato ad Antonio Miura, il celebre fondatore di una razza di tori da combattimento.
In principio era disponibile solo la versione coupé (sempre con 2 posti secchi). Ma già nel 2005 faceva il suo debutto la versione roadster. Le differenze principali tra le due versioni erano l’estetica (per quel che riguarda il cofano posteriore) e la fascia di prezzo (molto più alto per quella scoperta). Il propulsore era il V12 con cilindrata di 6192 cc, che sviluppava la bellezza di 580 tori imbufaliti e che grazie a una coppia massima di 650 Nm aveva una ripresa pressoché istantanea. La trazione integrale permanente consentiva un’aderenza all’asfalto mica da ridere. La particolarità di questo sistema era il giunto viscoso centrale, che la accomunava alla Gallardo.
La novità della Murciélago erano gli specchietti retrovisori che si chiudevano (o forse qualcuno avrebbe preferito dire che si ripiegavano verso l’interno) con l’aumentare della velocità, così da ridurre la resistenza aerodinamica. Con Murciélago, questa per la Casa del Toro è stata la prima volta che una Lamborghini superava la velocità massima di 330 chilometri orari. Mentre l’auto percorreva il fatidico 0-100 km/h in appena 3,8″. Se consideriamo poi che il coefficiente aerodinamico (Cx) oscillava tra 0,33 e 0,36, credo capiate il perché di simili prestazioni da parte di questa supersportiva. Da ultimo vorrei far notare un dettaglio di non poco conto: ossia il fatto che le portiere si aprivano a forbice. Per le persone più modaiole tra i miei lettori, dirò che nel 2006 la Casa del Toro ha presentato un modello di Murciélago allestito da Versace, con la carrozzeria del tutto bianca (oserei dire bianco perlato) e gli interni rifiniti secondo lo stile della queenD.na Donatella.
l’immagine è tratta dall’archivio Wikimedia Commons, l’archivio di file multimediali liberi, nella directory Category:Batman Begins, nome file: 800px-The_Dark_Night_-_European_Premiere.jpg/800px-The_Dark_Knight_-_European_Premiere.jpg, dimensioni originarie: 800x534px
Lamborghini Murciélago: il cinema
Ma i cinofili mi leggono perché vogliono sapere solo una cosa: che c’entra il Toro di Sant’Agata Bolognese con Batman? Il modello roadster della Murciélago fa bella mostra di sé nella pellicola Batman Begins, dove Bruce Wayne (interpretato da Christian Bale) l’ha usata come vettura personale. Credo che ciò fosse dettato dal fatto che in spagnolo (anche se i cittadini iberici mi scorticherebbero vivo, perché nella loro lingua si dice Castellano) murciélago significa pipistrello. E visto che l’emblema dell’alter ego di Bruce Wayne è proprio il Pipistrello, ecco spiegato il nesso tra il mondo del cinema e questo gioiello di Sant’Agata Bolognese.
E voi, qual è il nesso che avete instaurato tra due universi che vi appartengono? o anche solo: che vi descrivono?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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6 pensieri su “Lamborghini Murciélago: il pipistrello”
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