Marcello Gandini: genio italico incompreso

Oggi, niente giri di parole. Sia chiaro a tutti che oggi voglio parlare di colui che secondo me è un genio incompreso del design italiano. No, non mi riferisco a Giotto Bizzarrini, bensì a Marcello Gandini.

L’immagine delle due Lamborghini Countach e Diablo SV è gentilmente concessa da Brian Snelson – originally posted to Flickr as Lamborghini Diablo SV and Countach, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8056987 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Gandini#/media/File:Lamborghini_Diablo_SV_and_Countach.jpg nelle dimensioni originarie di 3223 X 2068 pixel, che è stata copiata nelle medesime dimensioni, incollata e pubblicata su questo blog, nel presente post.

L’immagine della Autobianchi Runabout con Marcello Gandini alle spalle della vettura è gentilmente concessa in creative commons da Fotografo sconosciuto – [1], Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=83506923 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Gandini#/media/File:1969_Autobianchi_A112_Runabout_e_Marcello_Gandini.jpg nelle dimensioni originarie di 500 X 343 pixel, che è stato copiato nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.

Marcello Gandini: perché genio incompreso?

Marcello Gandini è succeduto a Giorgetto Giugiaro all’interno della Carrozzeria Bertone, quando questi lasciò lo studio di Nuccio, per fondare il proprio atelier. Marcello negli Anni ’60 e ’70 del Secolo Breve disegnò alcune fra le più belle auto supersportive di quel periodo, come la Lamborghini Miura, la Lancia Stratos e la Fiat X1/9 ‒ senza mai dimenticare la Lamborghini Countach. E nemmeno la Runabout (la cui foto è proposta in apertura del presente post, in compagnia del medesimo suo disegnatore), che sarà lo schema di partenza per la realizzazione del disegno della Fiat X1/9, cui ho fatto riferimento poco sopra. Certo, potrei stare qui a parlare con voi per giorni e giorni di un simile genio, e di tutte le sue magnifiche creazioni. E mi piacerebbe farlo (e ringrazio Dio che lo ha donato proprio a noi italiani). E mi piacerebbe anche parlare con voi dell’influenza che Gandini ha avuto sul design dei nostri giorni. Ma preferisco evitare. Anche per ragioni di spazio.

Ora mi chiedo (e vi chiedo): che cosa manca a un simile genio, quale di fatto Marcello Gandini è, per vincere l’ambitissimo premio del Compasso d’Oro?

Juan