Chi di voi già mi conosce, sa che il coupé è un argomento sul quale sono poco ferrato. Ciò non toglie che però mi piace ogni tanto parlarne ‒ così, giusto per approfondire il tema e ampliare le mie conoscenze in merito. Quindi, ora parlo con voi di Fiat Coupé.

Fiat Coupé: la famiglia d’origine
La Coupé del Lingotto è stata disegnata da Chris Bangle e prodotta fra il 1994 e il 2000. Certo che se penso che in soli 6 anni di vita ne sono stati realizzati 70 mila esemplari, mi corre un brivido lungo la schiena. La vettura è stata costruita sullo stesso pianale delle Fiat Tipo e Bravo, delle Alfa Romeo GTV e 155 e della seconda serie della Lancia Delta – per non parlare degli altri modelli. Durante la relativa fase di sviluppo si prevedeva di montarvi potenti motori. Il telaio fu progettato perché avesse una buona rigidezza torsionale, mentre le sospensioni presentavano all’anteriore McPherson e al posteriore bracci longitudinali montati su un telaio ausiliare. La barra stabilizzatrice aveva poi anche lo scopo ulteriore di tenere sotto controllo la convergenza delle ruote. La trazione era collocata sulle ruote anteriori, mentre il cambio in origine era previsto a 5 rapporti, ma poi anche a 6. Il motore infine era situato in posizione trasversale e prevedeva diverse cilindrate dalla 1.8 fino alla 2.0 – tutti rigorosamente a benzina (taluna anche turbo).

Fiat Coupé: chi è?
Quando fece il suo debutto, la Coupé era provvista di un motore da 1995 cc, in versione aspirata da 139 CV e in quella turbo da 190 Cavalli. Questi propulsori erano comuni anche alla produzione Lancia: infatti, erano previsti anche sulle prime due serie della Delta. La versione da 190 Cavalli percorreva lo 0-100 km orari in 7″, mentre i test in Casa Lingotto dichiaravano 7,5″. La velocità massima dichiarata invece dalla Casa Agnelli era di 225 km/h, quando quella toccata dal pilota (di una nota rivista del settore Automotive) era di 238 orari. Nel 1996 i due motori in uso furono dapprima affiancati da quello della Fiat Barchetta da 131 CV (da 4 cilindri) e poi sostituiti dai due a 5 cilindri da 147 CV e 220 CV.

Fiat Coupé: ambizione competitiva?
Se pensiamo che l’ambizione di Fiat Coupé era competere con Audi TT… che dite: l’italiana è riuscita a reggere il confronto, oppure non si è nemmeno avvicinata al totem teutonico? Ma, senza scomodare le alte vette del Segmento Premium teutonico, Fiat Coupé sarebbe stata secondo voi in grado di confrontarsi con le generaliste Toyota Celica, Honda Integra e Opel Calibra? un confronto agonistico non da poco, a ben pensarci: il modello Toyota presenta una creazione il cui nome richiama l’elica di un elicottero. Honda offre un modello il cui nome rievoca l’integrità morale e spirituale. Senza dimenticare che per quanto riguarda la Casa del Fulmine orizzontale, ella dava alla sua neonata creatura un nome austero, che rimanda fin da subito al concetto di misura, di ponderatezza, di giudizio soppesato. In Questo agone motoristico (segnato dai profondi significati ideali e linguistici) Fiat Coupé entra con un forte minus: la coda troncata di netto, ma con una fortissima ambizione: scavalcare lo stemma dei quattro anelli dell’amore dalla bellissima cludiaschiffer.
E voi, quali sono le vostre battaglie ideali? e le vostre più grandi ambizioni?
Juan
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