Ho visto il secondo capitolo di Diabolik e, confrontandolo col primo, mi sarei aspettato di più.

Diabolik contro Ginko: come James Bond
Mi spiego meglio. Le tonalità pastello della pellicola conferiscono all’ambientazione quell’aura di Favolosi Anni ’60 (del Secolo Breve), che ho imparato a ben conoscere già dal capitolo cinematografico precedente. Ma stavolta l’elemento alquanto innovativo è costituito dalla coreografia delle ballerine sulla scenografia della Collezione ARMEN. Il fatto che su questa stessa coreografia si collochi la canzone introduttiva allo svolgimento narrativo, non è affatto secondario, dal momento che ‒ se si confronta questo frammento introduttivo con gli analoghi elementi contenuti nelle pellicole di James Bond ‒ si trova che la soluzione italiana rispetta una metrica molto simile a quella British di 007. L’elemento narrativo nuovo in apertura non è tanto il fatto che Diabolik rubi la preziosissima collezione Armen, ma che Ginko avesse già previsto questa mossa e lo avesse dunque anticipato, sia imbevendo i gioielli in una soluzione tracciante, che scegliendo come ballerine esperte poliziotte.

Diabolik contro Ginko: sviluppo di Eva
I primi piani sui lanci del coltello sono, insieme alla tuta nera aderente col passamontagna, un forte richiamo alla dimensione fumettistica, dalla quale le due relative opere cinematografiche traggono ispirazione. Ma allora che cosa distingue davvero il primo capitolo da questo? A mio modesto giudizio ritengo che il primo episodio sia del tutto imperniato sulla genialità di Diabolik, alla quale Eva cerca di opporsi (ve la ricordate la battuta: «mogliettina un corno!»?), per guadagnarsi una propria autonomia (se non altro scenica). In questo capitolo invece Eva Kant (interpretata dalla sempre bravissima Miriam Leone ‒ almeno qualche certezza è rimasta) ha il compito di organizzare il tradimento di Diabolik. E infatti l’anima gemella di Diabolik ha il difficile compito di persuadere Ginko circa l’unica vulnerabilità del di lei compagno di vita, che l’ha abbandonata.

Diabolik contro Ginko: tradizione cinematografica
La scena iniziale, in cui Diabolik si arrampica sul grattacielo di Ghenf, per rubare la Corona della Collezione Armen, fa parte della tradizione delle pellicole di spionaggio (come James Bond, passando per Mission Impossible e Entrapment con Catherine Zeta-Jones, per arrivare fino alle serie TV come Alias con la bravissima Jennifer Garner) ed esprime il coraggio dell’eroe della circostanza che non si arrende davanti a nessuna difficoltà. L’altro elemento che vorrei porre alla vostra attenzione (e a quella del pubblico lettore in genere) è che alcune inquadrature riprendono talune parti della mia amata Milano (corso Vittorio Emanuele sul lato che va verso piazza San Babila e via Larga, per citarne solo due). La scena, in cui Eva-Miriam telefona dalla cabina pubblica, poi, è girata in piazza della Scala.

Diabolik contro Ginko: Altea ed Eva
Un forte elemento di rottura col capitolo precedente è il fatto che ora i panni del Re del Terrore non sono più vestiti da Marinelli, bensì da Giacomo Gianniotti. Ma forse anche questa scelta dice qualcosa della capacità camaleontica di Diabolik di assumere mille più uno volti diversi. Il ruolo di Altea, D.ssa di Vallenberg, la fidanzata dell’Isp. Ginko, invece, è rivestito dalla carismatica Monica Bellucci. Per quel poco che ne capisco, penso che l’attrice umbra abbia recitato bene la parte di una donna molto altera ma divorata dalla passione per il suo uomo. Mi è piaciuta la dizione della Monica nazionale, perché credo esprima bene una personalità non italiana (anche se la vicenda è ambientata nel fantastico Stato di Clerville e nell’altrettanto immaginaria città di Ghenf), con un accento lievemente teutonico, ma altera e passionale. Ecco, se mi consentite un paragone, in questo capitolo è emersa ai miei occhi la differenza tra l’amore di Eva Kant e quello di Altea: due donne di estrazione nobiliare, ma con due temperamenti molto diversi ‒ e non solo per il colore della chioma. Altea è la donna che ama Ginko sempre e comunque, nonostante i fallimenti professionali dell’Ispettore. Anzi, sembra che lei lo ami proprio per i di lui fallimenti. Tanto da cercare di farlo ragionare più volte sul fatto che Diabolik sia per lui una vera ossessione. Eva invece ama Diabolik perché è un vincente. Del resto, proprio questo aspetto era emerso in modo chiaro già nel precedente capitolo cinematografico.

Diabolik contro Ginko: genio, analisi psicologica e Jaguar
Certo, confrontando queste due pellicole sul Re del Terrore, mi vien da dire che il primo capitolo è concentrato sull’azione come conseguenza del genio di Diabolik. Questo secondo episodio invece mi sembra che sia più concentrato su quella che di solito viene chiamata analisi introspettiva (o psicologica) di Eva Kant. Per tornare all’affermazione con cui ho aperto il presente articolo, da questo film mi sarei aspettato di più, perché ritengo che ‒ rispetto al precedente capitolo ‒ manchi di mordente. E allora perché questo titolo per il presente post? Perché la sempre fedele Jaguar E-Type, che permetteva a Diabolik di spostarsi ovunque nel precedente episodio cinematografico, qui sparisce come prima conseguenza del tradimento ai danni di Eva. Ma il fedele nero destriero del Re del Terrore torna in scena a pieno titolo, quando Eva e Diabolik risolvono il caso a proprio vantaggio ‒ e a tutto danno di Ginko.
E voi, qual è l’impresa in cui siete riusciti meglio grazie al deus ex machina della circostanza?
Juan
Il contenuto del presente post e le immagini quivi pubblicate (anche quelle contenenti le fotografie scattate da me) sono pubblicati su esplicita Licenza di Diabolik©Astorina srl
L’immagine proposta in apertura del presente post è ottenuta tramite sovrapposizione della locandina del film “Diabolik. Ginko all’attacco!” (gentilmente messa a disposizione del pubblico tramite la piattaforma di wikipedia, in data 6 agosto 2022, da Utente:Ap7189ap – Trailer del film su YouTube, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=9481625 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Diabolik_-Ginko_all%27attacco!#/media/File:Diabolik-_Ginko_all’attacco!.jpeg nelle dimensioni originarie di 2252x825px), sull’immagine proposta in apertura del precedente post Jaguar E-Type e Citroën DS: Diabolik o Ginko? (presente su questo stesso blog, dove è stato pubblicato in data 28 marzo 2022, alle ore 07.00, su esplicita licenza Diabolik©Astorina srl). Della locandina del secondo capitolo cinematografico “Diabolik. Ginko all’attacco!” è stata opacizzata la filigrana da 200 a 90 tramite l’uso del software PhotoScape

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