Shamal fu costruita dalla Casa del C.te Alfieri Maserati in soli 369 esemplari fra il 1989 e il 1995. Il nome di questo modello era la traslitterazione del nome di un vento caldo che spira in Mesopotamia. Shamal doveva essere la degna erede della Maserati Kyalami, nello stile di una Granturismo, ma prendendo come modello di base la Biturbo. Un percorso abbastanza articolato portò alla nascita della Shamal, per l’appunto, che montava un motore V8 biturbo. La Shamal fu disegnata da Marcello Gandini (è inutile che vi citi tutte le meraviglie da lui disegnate). Questa linea sarà in parte ripresa sulla quarta serie di Maserati Quattroporte.
Il motore V8 da 3.2 cc era sovralimentato da 2 turbocompressori e sprigionava una potenza massima di 326 Cavalli ed era montato in posizione anteriore. Mentre il cambio era manuale a 6 rapporti e un sistema elettronico controllava in modo attivo il lavoro delle sospensioni. Shamal raggiungeva una velocità massima superiore ai 270 km/h e percorreva lo 0-100 chilometri orari in 5,3″.
E voi, qual è la vostra impresa che ha il miglior sapore mediorientale?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Maserati Shamal: la mediorientale”