Il TORO dietro la Leggenda

Anche oggi voglio parlare di cinema. L’argomento odierno infatti è Lamborghini: the Man behind the Legend1.

Il TORO dietro la Leggenda: la tripartizione

Trovo che la partizione in capitoli sia un’eco hollywoodiana. Con maggior precisione mi riferisco a quella narrativa di Kill Bill2. Credo però che al primo capitolo sia stato dedicato troppo tempo rispetto agli altri due. Mi spiego meglio: solo il primo occupa tutta la prima metà della pellicola. Forse, da questo punto di vista, sic rebus stantibus (cioè, lasciando al primo capitolo tutti gli elementi e i tempi usati) avrei dato qualche minuto in più anche agli altri due. Che invece ritengo liquidati troppo in fretta. Trovo che le tonalità pastello del primo capitolo rispecchino la prima epoca del giovane Ferruccio. Il secondo capitolo (quello del successo) è caratterizzato da tonalità un po’ più acide. Perché devono rispecchiare l’eccentricità del personaggio. Questo capitolo in alcuni momenti mi ha fatto pensare agli Psichedelici Anni ’70 del Secolo scorso. L’ultimo capitolo invece è dominato dal rosso porpora dell’accappatoio che Ferruccio indossa nel suo ritiro sulle colline umbre, dove si ritira a fare il viticoltore. Non a caso, il rosso porpora è il colore della regalità.

Il TORO dietro la Leggenda: la musica

Grande importanza nello sviluppo dell’intreccio narrativo riveste la musica. Coi suoi ritmi incalzanti provenienti dagli Stati Uniti, essa fa la sua comparsa fin da subito. Ossia, quando Ferruccio, Clelia e Matteo si esibiscono in un locale. Poco dopo la fine del Secondo Conflitto Mondiale. I tre ragazzi infatti si cimentano in un boogie woogie cantato in lingua originale. Ma è lo swing nella sua declinazione italica a far maggior mostra di sé nella pellicola. Credo che tale scelta sia un omaggio all’altra pellicola che fa dello swing la propria colonna sonora3. Solo alla fine, quando durante una serata Ferruccio viene omaggiato da Toni Renis4, si sente l’inizio di Una furtiva lagrima5. Ma è l’inizio della fine, perché quello è il momento in cui Annita chiede la separazione. Forse però la pellicola lascia troppo poco spazio al tormento e dolore di Ferruccio. Che cerca di esprimersi ma non riesce, perché non ne ha il tempo.

di Utente:Giornada – Streaming di Lamborghini – The Man Behind the Legend su Amazon Prime Video, soggetto: Screenshot del film del 2022 Lamborghini – The Man Behind the Legend., dimensioni originarie: 1666x697px, su Licenza: Copyrighted, Dettagli dell’autorizzazione Screenshot Copyrighted, nome file: FilmLamborghini.jpg, file creato e caricato il: 1º aprile 2024, la foto è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Lamborghini_-_The_Man_Behind_the_Legend#/media/File:FilmLamborghini.jpg, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=10083112

Il TORO dietro la Leggenda: il Bildung’s Roman

La pellicola è il Bildung’s Roman dell’uomo Ferruccio Lamborghini. È la costruzione del personaggio che parte dagli aneliti giovanili e si sviluppa attraverso 3 capitoli fino all’epilogo dell’eroe tragico. Nella mentalità nordamericana i caratteri si esprimono attraverso i motti6. Il personaggio di Ferruccio infatti ne fa un gran uso nell’economia della pellicola. In questo modo però emerge l’aspetto quasi illusionistico della persona, a discapito del suo carisma. Mi è rimasta molto impressa la scena in cui Ferruccio dialoga con un Bob Wallace proprio davanti a un cartellone pubblicitario della Ferrari. Il claim7 della propaganda sarà infatti ribaltato da Ferruccio nel corso della presentazione della Lamborghini 350 GT8.

L’immagine è uno screenshot rielaborato da Fabio che mi ha inviato la foto stessa tramite messaggistica

Il TORO dietro la Leggenda: il casus belli

Consentitemi di indulgere su un dettaglio. La causa della lite fra Annita e Ferruccio9 è il momento in cui lui chiede alla giovane modella (il vero casus belli) di chiudere gli occhi. Così ha l’occasione di replicare in modo stilizzato le ciglia di quella donna nel disegno dell’idea per la sua nuova auto10. A tal punto, mi posso permettere di avanzare la mia squisita congettura. Ma, per arrivare a tale ipotetica eventualità, dovrò tornare un po’ allo spirito delle origini (e anche dell’esperienza giovanile). Tale visione unirà una parte importante della maturazione del successo di Ferruccio.

Falliremo. Ma lo faremo cercando l’eccellenza

Fin da ragazzo Ferruccio non ha mai dimostrato di aver paura del futuro (inteso dal punto di vista linguistico come ignoto: cioè, non – ancora – noto). È importante la sua affermazione: «Falliremo. Ma lo faremo cercando l’eccellenza». Alla fine delle gare è sempre Ferruccio che vince11. E il di lui carisma porta al successo tutte le persone che hanno lavorato per quel traguardo. È una prospettiva culturale molto diversa da quella di Bruce McLaren, in Le Mans ’66. Ferruccio è il toro. Lui è Miura, il toro che non vuole arrendersi mai. Credo che sia importante anche la frase che dice al figlio durante la mostra fotografica12. È l’uomo che sublima se stesso e l’animale13 nel sacrificio della Corrida e che per eternarsi si fa Dio, divenendo ciò che decenni dopo sarà Asterion.

Il TORO dietro la Leggenda: solitario sulla Miura verso il tramonto

Tornando dunque al succitato epilogo tragico, mi limito a osservare che il carismatico Ferruccio si rende conto che di tutto l’impero che ha costruito, non gli è rimasto un granché. Stabilisce allora tramite negoziazione la successione a favore del figlio. Parte della quale è che l’Azienda dovrà per sempre chiamarsi Lamborghini. E a discapito dei fratelli che in gioventù avevano ipotecato la fattoria, per permettere al giovane Ferruccio e all’amico Matteo di realizzare il loro Sogno. Il film si apre e si chiude con un doppio νόστος14: il primo è il ritorno di Ferruccio alla terra natia di Cento alla fine della Guerra. All’inizio della pellicola. Il secondo è quando, dopo aver venduto l’Azienda, Ferruccio si dedica alla viticoltura. Poi, quando tutto sembra finito, come nei migliori film western, Ferruccio in sella alla sua Miura cavalca solitario verso il tramonto.

E voi, in che circostanza della vostra vita vi siete più sentiti eroi solitari, che dovevano combattere contro un destino arcigno e avverso? Oppure: quando avete costruito intorno a voi un mito che è sopravvissuto al tempo?

Juan

  1. Ma poi si scelse di abbandonare Antonio Banderas e Alec Baldwin. => Congettura mia: il cachet non sarebbe bastato nemmeno per pagare l’antipasto ↩︎
  2. Vol. I e Vol. II con la carismatica Uma Thurman ↩︎
  3. Il sorpasso, capolavoro di Dino Risi (1962) ↩︎
  4. E mi sia consento di dirlo: Giovanni Antonacci (l’attore che impersona il famoso cantante con l’esecuzione della celebre canzone) in alcuni momenti mi fa pensare a Giusi Ferreri (per via di certi vocalismi) ↩︎
  5. Celebre aria tratta da L’elisir d’amore di Gaetano Donizzetti ↩︎
  6. Ma oggi preferiamo dire slogan ↩︎
  7. When You want to be somebody ↩︎
  8. Guidi una Ferrari quando vuoi essere qualcuno. Guidi una Lamborghini quando sei qualcuno ↩︎
  9. Che determina la loro separazione ↩︎
  10. Che sarà poi la Lamborghini Miura ↩︎
  11. Eccezion fatta per la prima, nella quale occasione il giovane Ferruccio ammette di aver sbagliato, ma di non sapere dove ↩︎
  12. «Il Toro è tutto» ↩︎
  13. Che lo rappresenta ↩︎
  14. Viaggio di ritorno, il più celebre dei quali in Letteratura è quello narrato nell’Odissea di Omero ↩︎

Ho per tempo richiesto a Lionsgate l’autorizzazione a pubblicare questo post col corredo iconografico relativo, senza tuttavia ottenere alcuna risposta in merito. Pertanto in base al principio del “silenzio: assenso” mi ritengo autorizzato a procedere nella pubblicazione del medesimo contenuto

Tengo a precisare che, ove non espressamente indicato, le fotografie pubblicate in questo post sono realizzate da me con la fotocamera del mio smartphone OPPO Reno 13 FS 5G avente le seguenti specifiche: processore: Snapdragon® 6 Gen 1 Mobile Platform, sistema operativo: ColorOS 15.0, sistema operativo piattaforma: Android 15, batteria: 5800 mAh, RAM: 12,0 GB + 12,0 GB, fotocamera frontale: 32 MP, fotocamera posteriore: 50 MP + 8 MP + 2 MP, display: 6,67″, focus: 1,8, 1/25, zoom: 3,96 mm, risoluzione immagine: 3072x4096px

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