Ormai mi conoscete e sapete che prediligo le rarità. Quindi l’argomento di oggi è la Iso Rivolta Lele, una coupé prodotta dalla casa di Bresso nel lustro compreso fra il 1969 e il 1974.
Piero, succeduto al padre Renzo, si interrogava su come fronteggiare la concorrenza delle tre case emiliane (più blasonate della meneghina) Lamborghini, Ferrari e Maserati. Per fare ciò, la Casa del Grifone aveva bisogno di sostituire la ormai datata IR 300. Ma mancavano i soldi per l’investimento. La soluzione si presentò quando un facoltoso cliente statunitense chiese alla Iso Rivolta un modello di Gran Turismo, del quale voleva ricevere un esemplare in anteprima. Tale GT doveva avere come requisiti minimi il telaio e la carrozzeria italiani. Fu così che la Iso Rivolta poté mettersi al lavoro, partendo dal telaio rivisto della IR 340.
Dunque si optò per la meccanica del modello precedente, sulla quale venne montata la carrozzeria di una coupé fastback disegnata da Marcello Gandini (che all’epoca era in forze alla Carrozzeria Bertone). Questo modello fu chiamato Lele, in onore del nomignolo della moglie di Piero Rivolta. Sulla Lele fu dapprima montato un economico motore Chevrolet (ma su richiesta poteva essere montato un propulsore che sprigionava 350 Cavalli imbizzarriti). Nel 1972 la General Motors pretese che i motori fossero pagati in anticipo sugli ordini (e per giunta in blocco). Per questo motivo il Grifone di Bresso abbandonò i motori Chevrolet e adottò il Ford 351 Cleveland. Pensate che grazie a un accordo di sponsorizzazione con la Marlboro, la Iso Rivolta riuscì ad approntare un modello della Lele per il campionato di Formula 1. Ma, come accade nei sogni più belli (quando il bellissimo mondo in cui ci troviamo cessa col risveglio), la produzione della Lele terminò con la cessazione dell’attività nella fabbrica automobilistica di Bresso.
E voi, qual è il vostro sogno americano dall’inconfondibile stile italiano?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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4 pensieri su “Iso Rivolta Lele: la GT di Bresso”