Oggi voglio tornare a discutere con voi di un nome che è significato tanto in termini di bellezza italica. Anzi, di canone di bellezza italica. Sì, perché oggi voglio parlare con voi di Iso Rivolta Fidia.

Iso Rivolta Fidia: chi è? con chi vuole competere?
Anzitutto occorre ricordare che Iso Rivolta Fidia (anche nota col nome di Iso Rivolta S4) è una belina prodotta dalla Casa meneghina tra il 1968 e il 1974, cioè sotto l’occhio vigile del patròn Renzo. Si cominciò dall’allungamento del pianale della IR 300 (i cui ultimi esemplari furono rinominati IR 340, ma di questo ne parliamo un’altra volta), si procedette con l’avantreno dotato di ruote indipendenti con quadrilateri oscillanti, si proseguì con il retrotreno a ponte De Dion, e si chiuse con i freni a disco su tutte e quattro le ruote. Lo so che non ho detto tutto, ma queste mi sembrano le cose più importanti. Tornando al discorso tematizzato oggi, l’obiettivo era creare una berlina dotata di 4 porte nel segmento Gran Lusso (oggi si parlerebbe di Luxury Brand Car), che potesse competere con la Maserati Quattroporte.

Iso Rivolta Fidia: Borg Warner o ZF?
La meccanica dunque fu presa di sana pianta dalla IR 300 (come detto poco fa). Il disegno della carrozzeria invece fu affidato alla Ghia. Non so se riesco a descrivervi tutto il ben di Dio che aveva questa creatura. Ma, a quanto detto prima, credo mi basti aggiungere che la Fidia aveva la trazione posteriore e il cambio manuale a 4 (Borg Warner) o a 5 rapporti (ZF). E questo discorso delle 5 marce mi sembra interessante, perché oggi ‒ appena sento la sigla ZF ‒ subito penso al cambio automatico a doppia frizione (e non certo a uno manuale). Dunque, ciò mi fa riflettere sul fatto che la sigla ZF non comporti (o almeno, non comportasse all’epoca) l’adozione obbligatoria del selettore automatico delle marce.
E voi, qual è il vostro canone di bellezza?
Juan
L’immagine della Iso Rivolta Fidia fotografata in una strada di Londra, di cui è offerta una vista frontale in apertura del presente post, è gentilmente concessa da Blunt. – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15178377 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Iso_Rivolta_Fidia#/media/File:Isofidiafront.jpg nelle dimensioni originarie di 1000 X 750 pixel, che è stato copiato nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.
L’immagine della Iso Rivolta 300 GT del 1966, di cui è qui offerta la vista frontale, è gentilmente concessa da Rex Gray from Southern California – 1966 Iso Rivolta GT – lt blue – fvl2, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29518985 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Iso_Rivolta_300#/media/File:1966_Iso_Rivolta_GT_-lt_blue–fvl2(4637755918).jpg nelle dimensioni originarie di 1680 X 1050 pixel, che è stato copiato nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.
L’immagine della Iso Rivolta Fidia, di cui è qui offerta la vista posteriore (fotografata in una strada di Londra), è gentilmente concessa da Di Blunt. – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15178369 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Iso_Rivolta_Fidia#/media/File:Isofidiaback.jpg nelle dimensioni originarie di 1000 X 750 pixel, che è stato copiato nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.

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