Oggi voglio parlare con voi di Jaguar E-Type e Citroën DS. Ma non di un Jaguar E-Type qualunque e nemmeno di una Citroën DS indifferente. Perché la Jaguar E-Type e la Citroën DS (anche se nel fumetto l’auto è la ID 19) in questione sono espressione della velocità di Diabolik e dell’intuito del suo eterno avversario Ginko.
Sì, perché oggi parlo della pellicola cinematografica che immortala l’impresa del Re del Terrore (nonché genio del male), Diabolik, e del cavaliere senza macchia (ma sempre perdente) Ginko. E consentitemi di parlarne con una punta di orgoglio, perché l’universo di Diabolik è espressione del genio italico, visto che esso nel suo complesso è nato dalla fantasia creativa delle sorelle Giussani, ma è arrivato al cinema (2021) grazie al genio dei Manetti Bros. L’inseguimento con cui si apre il film è girato in parte nel centro di Milano: ecco per me un altro motivo di profondo orgoglio patriottico ‒ visto che sono un meneghino. Dal mio punto di vista, credo che le tonalità pastello della pellicola ‒ tendenti un po’ al tenebroso ‒ contribuiscano a creare quella sensazione di noir (necessaria all’ambientazione del film), che è propria del fumetto. L’inseguimento iniziale (cui accennato poco fa) tra la Jaguar E-Type di Diabolik e la Citroën DS di Ginko (che, come detto in apertura, nel fumetto è identificata con una ID 19) fa risaltare fin da subito l’eroicità dei due antagonisti. Gli effetti speciali poi sono realizzati così bene, che mi hanno fatto pensare di non trovarmi affatto davanti a un film italiano, bensì nordamericano.
questo disegno che ritrae il profilo di Eva Kant è gentilmente concesso da Per questo file non è stato specificato nessun autore. Per favore fornisci le informazioni relative all’autore. – UIBM – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, Marchio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2542996 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Eva_Kant#/media/File:Eva_Kant.jpg nelle dimensioni originarie di 337 X 512 pixel, dal quale è stata copiata nelle medesime dimensioni, incollata e pubblicata su questo blog, nel presente post
Marinelli, Leone e gli attori del film
Ammetto che ho trovato la recitazione di Marinelli, nei panni di Diabolik, un po’ fredda. Ciò non toglie tuttavia il fatto che mi sia piaciuta molto. Quella di Miriam Leone nei panni di Eva Kant, invece, l’ho apprezzata tantissimo: non mi è sembrata per nulla una gatta morta (come qualcuno potrebbe pensare). Anzi, Miriam Leone secondo me ha espresso appieno la sensualità e letalità del personaggio femminile sodale del Re del Terrore (ossia, il vero genio del male). Addirittura, mi pare ciò sia palese nel momento in cui Eva Kant perde la pazienza nell’attesa del ritorno di Diabolik ‒ ed esclama: «mogliettina, un corno»! Non so se le sorelle Giussani avrebbero mai messo una simile affermazione sulle labbra di Eva Kant. È per questo che credo che essa sia una licenza linguistica più in linea coi tempi correnti. Certo è che l’interpretazione di Valerio Mastandrea (nei panni di Ginko) permette al carattere di Marinelli di esprimersi al meglio, proprio per il bilanciamento degli opposti. Da ultimo, per quanto risulti un personaggio minore, mi è piaciuta molto la recitazione di Alessandro Roja nei panni del Viceministro Caron.
quest’immagine, che ritrae la faccia di Diabolik in primo piano, è un fotogramma della pellicola cinematografica Diabolik, sulla base del teaser trailer ufficiale del film medesimo, ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Diabolik_(film_2021)#/media/File:DiabolikMovie.png nelle dimensioni originarie di 2560 X 1387 pixel, dal quale è stata copiata nelle medesime dimensioni, incollata e pubblicata su questo blog, nel presente post
Sorelle Giussani e Manetti Bros: grazie
E infondo il motivo per cui a così tanta gente piace Diabolik è il fatto che pone sempre il tema dell’eterna lotta tra il bene e il male. Anzi, per Ginko il bene è il rispetto delle regole scritte ‒ che valgono per tutti. Per Diabolik, invece, il bene è anzitutto una questione morale ‒ anche se va contro le Leggi scritte. Quindi, mi viene solo da dire un grande #grazie. Anzi, due: grazie #sorellegiussani, grazie #manettibros.
E voi, in quale circostanza della vostra vita avete ottenuto un successo tale, che vi siete sentiti dei geni del male?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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11 pensieri su “Jaguar E-Type e Citroën DS: Diabolik o Ginko?”
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