Oggi voglio parlare con voi di un progetto speciale: l’argomento odierno infatti è la one off Abarth 1500 Biposto, carrozzata da Bertone nel 1952. Non sapevo che il motivo per cui Carlo Abarth avesse realizzato questo progetto, fosse pubblicizzare la sua Azienda automobilistica appena nata. Sta di fatto che fece ciò, per poter esporre un esemplare col suo marchio al Salone Internazionale dell’Automobile di Torino del 1952. Per disegnare la linea della carrozzeria di questa one off, Bertone si ispirò ai jet di allora. La parte anteriore della carrozzeria (quella che noi volgari chiamiamo “muso”) offriva 3 propaggini un po’ affusolate, in cima alle quali erano presenti altrettanti fari. A separare i fari tra loro c’erano due prese d’aria. Il resto della carrozzeria è stato studiato per offrire la migliore resa aerodinamica. La meccanica di partenza era quella di una Fiat 1400, il cui motore era stato potenziato su indicazioni specifiche di Abarth. La potenza sprigionata dal motore passò così dai 44 Cavalli di partenza ai 75 CV post modifica. Questa 1500 Biposto di Abarth montava un cambio manuale a 4 rapporti.
E voi, quando nella vostra vita vi siete sentiti veloci come dei jet?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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