Sì, perché il tema di cui oggi discuto insieme a voi è la coupé britannica prodotta nel lustro 1958-1963. Il suo propulsore da 3.7 cc venne sviluppato a partire dal 2.9 cc della DB Mark III.
Il Direttore Generale, John Wyer, con il progettista Harold Beach e l’ingegnere Tadek Marek. Furono loro che nel 1956 iniziarono a lavorare sull’idea di questa coupé. La versione definitiva fu presentata nel 1958. Essa montava una carrozzeria superleggera studiata appositamente dalla Touring di Milano. Ciò contribuì a darle un fascino tutto italiano quando venne presentata al London Motor Show dello stesso anno. Ultimo dettaglio: la DB4 fu la prima britannica a essere assemblata nei nuovi stabilimenti di Newport Pagnell.
Per la precisione il V6 aveva una cubatura di 3670 cc. E sprigionava la bellezza di 420 Horses molto British a un regime di 5500 rpm. Il motore montava i sei cilindri in linea. E aveva blocco e testata di alluminio, doppio albero a camme e 2 carburatori SU. Grazie a questo propulsore la DB4 per prima impiegò meno di 30″ nell’accelerazione 0-100 miglia orarie, con successiva frenata. Circa i primi esemplari, i rispettivi motori si surriscaldavano con una certa facilità. Ma i 420 Horses sprigionati dall’auto dell’House di Londra si facevano perdonare facilmente questo peccatuccio.
Dovete sapere che nel 1961 il Giorgetto nazionale presentò al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra una one–off. La Aston Martin DB4 GT Bertone Jet. Dal punto di vista meccanico era identica alla versione di partenza. Ma presentava delle novità in quanto alla linea della carrozzeria. Credo ricordiate che all’epoca il giovane Giugiaro era in forze proprio allo Studio del Nuccio nazionale.
di André Karwath aka Aka – Opera propria, soggetto: Aston Martin DB4 Vantage, descrizione: Aston Martin DB4 Vantage from 1962 during the Saxony Classic Rallye 2010, dimensioni orginarie: 2000x1209px, su Licenza: CC BY-SA 2.5 Questo file è disponibile in base alla licenza Creative CommonsAttribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Generico Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera di modificare – di adattare l’opera Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso. condividi allo stesso modo – Se remixi, trasformi o sviluppi il materiale, devi distribuire i tuoi contributi in base alla stessa licenza o compatibile all’originale., nome file: Saxony Classic Rallye 2010 – Aston Martin DB4 Vantage 1962 (aka).jpg, file creato in data: 19 agosto 2010, e caricato il: 29 agosto dello stesso anno, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Aston_Martin_DB4#/media/File:Saxony_Classic_Rallye_2010_-_Aston_Martin_DB4_Vantage_1962_(aka).jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11330280
Aston Martin DB4: la GT Vantage
Nello stesso anno, sfruttando la presentazione della quarta serie si offrì al pubblico il modello ad alte prestazioni. Il cui nome era DB4 Vantage. Tranquilli: questo modello avrà ben poco a che spartire con l’omonimo succedaneo del 2018. I 2 carburatori SU e la testata speciale le consentivano di sprigionare la bellezza di 266 Horses di potenza. Di questa versione furono realizzati 136 esemplari di tipo berlina e 32 cabriolet. Tanto basta per far rientrare tale modello nell’olimpo dei desiderata di ogni collezionista che si rispetti.
Per contrastare il predominio di Maranello, la House di Londra chiese a Zagato un modello ancor più prestazionale. E qui intervenne la maestria di Ercole Spada. Che potenziò il motore fino a 314 Horses e sostituì il cambio con uno in magnesio. La nuova versione fu così presentata nello stesso anno. Certo, ottenne numerose vittorie. Ma nessuna delle DB4 GT Zagato realizzate dall’omonima carrozzeria riuscì a impensierire o arrestare Ferrari né Jaguar.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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