Domenica 7 settembre ho potuto vedere il Gran Premio di F1 in diretta dallo studio di Corso Matteotti. Dal quale è andata in onda poi, la puntata di un programma televisivo a commento della gara. Il che è avvenuto sulla piattaforma del magnate Rupert Murdoch.
Piccola premessa. Quand’ero a ragazzino, c’era un copione che si ripeteva quasi sempre uguale. Tutti i Gran Premi di Formula 1 li vincevano Michael Schumacher, Mika Häkkinen, Damon Hill, Kimi Räikkönen. E tanti altri bei nomi… Ricordo che tra tutte le scuderie che partecipavano alle corse sui circuiti di F1 la Minardi arrivava quasi sempre ultima. Ricordo che mi chiedevo e chiedevo anche agli altri: «perché la Minardi continua a gareggiare, se tanto arriva sempre ultima»? La risposta che ricevevo sempre era pressapoco: «perché è finanziata dagli sponsor». Allora dicevo: «se gli sponsor pagano, allora la Minardi dovrebbe vincere. E invece perde sempre». Ricordo che Gian Carlo non si scoraggiava mai. A chi gli chiedeva quale fosse il suo scopo, lui diceva che la Scuderia era una fucina di talenti. Un uomo delle botteghe rinascimentali catapultato a cavallo fra il XX e il XXI secolo.
Poi c’è stata una prima trasformazione. Che ha portato la Scuderia di Gian Carlo dal nome del fondatore a quello di Toro Rosso. E già lì si sono cominciati a vedere i primi risultati. Ma le condizioni sono notevolmente migliorate poi. Cioè da quando la Scuderia ha assunto prima il nome di Alpha Tauri e poi Red Bull. Infatti ora la Scuderia non è più identificata col nome astronomico bensì con quello del primo azionista, Red Bull Racing.
Al giorno d’oggi è innegabile la competenza tecnica di tutto il team Red Bull. I successi che mietono di continuo sono innegabili. Ma credo che ben pochi autorevoli commentatori abbiano tematizzato un aspetto secondo me rilevante. Mi riferisco al capitolo sponsorizzazioni. Quelle dell’allora Scuderia Minardi servivano a malapena a coprire i costi necessari a portare le vetture in gara. Dunque, non partivano con le migliori ambizioni. Mentre un calendario serio di sponsorizzazione consente di pianificare gli investimenti necessari in ricerca e sviluppo. E di conseguenza anche di risultato finale. E questo è un merito che va riconosciuto del tutto alla sponsorizzazione. Sia alla bevanda energetica (che è anche maggior azionista). Che al DB System & Cloud concorrente di Larry Page e Sergey Brin.
Osservo questa parabola e vedo emergere le sempre migliori capacità tecniche dei piloti e della Squadra. Proprio perché Red Bull Racing e Oracle sono mecenati e hanno creduto e investito tanto nel progetto di Gian Carlo Minardi. Perciò Oracle, Red Bull Racing e Gian Carlo Minardi meritano il rispetto mio e (credo) anche di tutti gli altri. In conclusione, vedo emergere la figura di Gian Carlo come quella di un rinascimentale universale. Non troppo lontano dai genî che erano Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti.
E i ragazzi della Bovisa, come affrontano le loro sconfitte? Come hanno fatto a trasformarsi da eterni perdenti ad assi vincenti, ciascuno nel proprio ambito? Chi se la sente di raccogliere il testimone di Gian Carlo, con lo scopo di rilanciare davvero nuovi talenti?
di Red Bull Racing – https://www.redbullracing.com, descrizione: Logo della Oracle Red Bull Racing, fonte: https://www.redbullracing.com, dimensioni originarie: 440x207px, su Licenza accordata all’Uso del Marchio, detentore del Copyright: Red Bull Racing, le altre dimensioni disponibili sono: Oracle_Red_Bull_Racing.png (440 × 207 pixel, dimensione del file: 17 KB, tipo MIME: image/png), data creazione file: 12/02/2022, Licenza d’uso: Questa immagine rappresenta un marchio registrato o di fabbrica. Si ritiene che possa essere riprodotto su Wikipedia – limitatamente alle voci che riguardano direttamente l’azienda proprietaria e i prodotti della stessa – in osservanza del Codice della proprietà industriale e della rimanente normativa di settore, in quanto utilizzato a meri fini informativi e descrittivi e comunque per finalità non commerciali e non apposto su prodotti, di alcuna sorta, destinati al mercato commerciale. L’uso di questo marchio registrato non indica in alcun modo approvazione o sostegno del titolare da parte di Wikipedia o della Wikimedia Foundation, o viceversa., La natura di marchio di fabbrica, di proprietà o registrato si desume dalla dichiarazione di cui alla seguente pagina: https://policies.redbullracing.com/policies/RedBull_Racing_Limited/202202101529/en/terms.html, rilasciata dallo stesso titolare. Questo file è utilizzato rispettando i requisiti imposti dalla Exemption Doctrine Policy per it.wiki. Si ritiene che non sia ragionevolmente possibile ottenere un file equivalente dal punto di vista illustrativo e dotato di una licenza libera. Devono essere rispettate le seguenti indicazioni: Questo avviso non indica lo status del copyright del file. Deve quindi essere sempre indicato anche un tag di copyright che fornisca le necessarie informazioni sullo status del copyright. Dev’essere indicata la fonte del file e specificato chi è il detentore del copyright (qualora non esplicitato dal tag di copyright). Il file dev’essere usato solo nel namespace principale, in particolare nelle voci a cui il suo contenuto si riferisce direttamente. Le immagini non possono essere inserite in gallerie di immagini. Se non è evidente, occorre specificare dettagliatamente il motivo per cui il file non possa essere sostituibile con uno sotto licenza libera. Se non c’è un motivo razionale, richiedine la cancellazione immediata., il nome del file è: Oracle Red Bull Racing.png, il file è stato creato in data: 1 dicembre 2022, e caricato il: 2 febbraio dell’anno dopo. Partendo dalle conssiderazioni circa le dimensioni reali dell’immagine, il file file ha un peso oggettivo di 17KB. https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=9299337
Juan
L’immagine porposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Sconosciuto – (December 10-17, 1974). “La Ferrari di maggio”. Autosprint (50): 33., soggetto: Gian Carlo Minardi (1974), descrizione: Il dirigente sportivo ed ex pilota automobilistico italiano Gian Carlo Minardi (1974)., dimensioni originarie: 1106x1078px, su Licenza di Pubblico dominio, nome file: Gian Carlo Minardi (1974).jpg, anno creazione file: 1974, file caricato in data: 10 settembre 2022, la foto è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Carlo_Minardi#/media/File:Gian_Carlo_Minardi_(1974).jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=122867075
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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Un pensiero su “Minardi: da Gian Carlo a Red Bull”
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