Sapete che dentro il mio blog do molto spazio alle eccellenze italiane. E una delle migliori espressioni è la Ferrari 250 GTO. Che infatti è proprio l’argomento di oggi.
Ebbene, tale supercar è stata realizzata sia in versione stradale che da corsa. Certo, è quasi pleonastico ricordare che il numero 250 indica lo spazio in centimetri cubici occupato da ciascun cilindro del motore V12 di una cilindrata complessiva di 3000 cc. La sigla GTO invece significa Gran Turismo Omologata. Ma questo lo sapevate già. Nel 2004 la rivista Sports Car International ha eletto la Ferrari 250 GTO come la migliore tra le «vetture sportive degli Anni ’60» del Secolo XX. Mentre per Motor Trend Classic essa è la «Migliore Ferrari di tutti i tempi».
Il progetto, che portò alla nascita della Ferrari 250 GTO, partì dalla Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto, rispetto alla quale si arretrò il propulsore V12 della 250 Testa Rossa. Quando Giotto Bizzarrini venne licenziato (per via di un litigio col Drake in persona), il progetto fu consegnato nelle mani di Mauro Forghieri e il progetto del relativo design alla carrozzeria Scaglietti. Ecco il motivo per cui la carrozzeria di questa supersportiva è frutto della collaborazione fra Bizzarrini e Scaglietti ‒ e non di una carrozzeria unica o specifica.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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7 pensieri su “Ferrari 250 GTO: la GT Omologata”