È da un po’ di tempo che non faccio un excursus nel mondo delle Carrozzerie. Quindi, oggi lo farò parlando della Zagato.
L’immagine contenente il logo della Zagato rosso su fondo grigio, con la dicitura “ZAGATO MILANO” sullo stesso fondo, è gentilmente concessa da LogoDix ed è reperibile all’indirizzo: https://logodix.com/logo/2168145.jpg nelle dimensioni originarie di 1600 X 1200 pixel, che è stato copiato, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.
Zagato: come nasce?
La carrozzeria Zagato fu fondata da Ugo Zagato a Milano nel 1919. L’intento di Zagato era trasferire in campo automobilistico le conoscenze tecnologiche acquisite in ambito aeronautico, durante il periodo bellico. Periodo nel quale Ugo Zagato aveva lavorato per la Fabbrica Aeroplani Ing. O. Pomilio. Il primo risultato fu la realizzazione di una carrozzeria per una Fiat 501 (da non confondere con la Fiat 500) che richiamava molto da vicino la carlinga di un aereo.
Fin da subito Zagato si distinse perché le sue carrozzerie erano dotate di un design che anticipava i tempi, leggerezza e ottima aerodinamica. L’idea geniale di Ugo Zagato fu quella di abbandonare l’uso di carrozzerie con struttura in legno, per sostituirle con armature in acciaio sagomate e ridotte all’essenza, ricoperte da leggere carrozzerie in alluminio. Ecco, credo che sia stata questa l’intuizione che consentì a Zagato di carrozzare versioni speciali di vetture di serie, come le italiane Lancia Fulvia Sport Zagato (così, tanto per citarne una) e Lancia Flavia Super Sport Zagato (così, giusto per citarne un’altra), Maserati e Alfa Romeo e la britannica Aston Martin. Tra le Alfa Romeo vorrei ricordare la 6C 1500 Compressore, la 6C 1750 Gran Sport e la 8C 2300.
Nel Secondo Dopoguerra l’attività della carrozzeria Zagato riprese, soprattutto nel campo delle Gran Turismo: Zagato continuò a vestire talune Alfa Romeo, ma fece conoscere ancor più il suo nome per le vesti con linee filanti e aerodinamiche di talune versioni realizzate per Maserati, Abarth, Lancia (Lancia Appia Zagato ‒ così, tanto per citarne ancora una) e Aston Martin. Elemento distintivo delle auto vestite dalla carrozzeria Zagato era il tettuccio a “doppia bolla”.
L’immagine che ritrae la BMW Z4 Zagato Coupé è gentilmente concessa da GurkenAli ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/File:BMW_Z4_Zagato_Coupe.JPG nelle dimensioni originarie di 4288 X 2848 pixel, che è stato copiato, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.
Zagato: dall’amore con Alfa Romeo al concept BMW
Ma l’amore con Alfa Romeo non è mai morto. Anzi, nel 2010, per festeggiare il centenario della Casa del Portello, al Concorso d’Eleganza Villa d’Este Zagato presenta l’Alfa Romeo TZ3 Corsa, che vince il premio design concept award. A onor del vero, come se non bastasse, già nel 2008 Zagato aveva iniziato la produzione in piccola serie della Alfa Romeo TZ3 Stradale. Il nome di Zagato però non guarda solo l’Italia, ma si rivolge anche ben più a nord delle Alpi. Nel 2012 Zagato ha realizzato in collaborazione con la teutonica BMW il concept BMW Zagato Coupé (sulla base di una BMW Z4). Presentato al Concorso d’Eleganza Villa d’Este di quello stesso anno.
Come i sogni italiani più belli, anche Zagato non è più italiana. O meglio, lo è rimasta, ma solo in parte. E voi, qual è tra i sogni più belli, quello dal quale non vi sareste mai voluti svegliare?
Juan
Il logo della carrozzeria Zagato, proposto in apertura del presente post, con la scritta “zagato milano” incisa all’interno del corpo della Z del logo medesimo, è gentilmente concesso da AutoToday.it ed è reperibile all’indirizzo: https://www.autotoday.it/rubriche/auto-epoca/lancia-beta-cinque-cose-forse-non-sai/attachment/logo-zagato/ nelle dimensioni originarie di 899 X 677 pixel, dal quale è stato scaricato nelle dimensioni medesime per essere pubblicato su questo blog, nel presente post.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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10 pensieri su “Qual era Zagato”