Oggi voglio rendere i dovuti onori a un grande bustocco dell’automobilismo italico. Quindi avete già capito che il mio omaggio odierno va a Ercole Spada. Pleonastico dire che mi sarebbe piaciuto conoscerlo di persona. Se avrete la pazienza di leggere questo post fino alla fine, capirete perché.
Come tutti i grandi, Spada portò con sé anche una parte mitica del design tricolore. La leggenda vuole che al colloquio di assunzione, Elio Zagato (figlio del carismatico fondatore Ugo) gli abbia chiesto due cose. Se sapesse disegnare auto in scala 1:1 e se avesse già la patente. Date ambedue le risposte positive, Ercole fu assunto subito.
I suoi primi 10 anni di vita professionale videro Ercole impegnato nella Zagato. Per la quale realizzò (1961) la Aston Martin DB4 GT Zagato. Fu poi il turno della Lamborghini 3500 GTZ. Vennero poi Lancia Flavia e Fulvia Sport. Per proseguire con Alfa Romeo 2600 SZ, Giulia TZ e Junior Zagato. Nella sua parentesi estera Spada andò alla Ford, per la quale disegnò Ford GT70. Per proseguire in Audi e finire a capo del design BMW con Claus Luthe. Per la Casa dell’elica di Monaco di Baviera disegnò la Serie 5 e la Serie 7.
Tornato in Italia, Spada entrò all’I.De.A Institute. Dove tra le altre cose disegnò Fiat Tipo, Lancia Dedra, Alfa Romeo 155 e la versione 3P della Lancia Delta. Il 1993 vide Spada tornare in Zagato, per disegnare la Ferrari Testarossa Zagato F.Z. 93. L’ultimo progetto cui ha lavorato per la Casa del design meneghino è stato il disegno della OSCA 2500 GT Dromos. Che restò comunque allo stadio di prototipo. Nell’ultima parte della sua vita Spada divenne presidente della Spadaconcept. Cioè del centro stile e ricerca della casa automotive italiana SVS Spada Vetture Sport. Poi insieme al figlio Paolo realizzò la SVS Codatronca TS. La vettura faceva nel nome un omaggio esplicito alla filosofia appresa (e applicata) da Spada presso Zagato.
Dunque, pur sapendo ben poco di quest’uomo e della sua grandezza, sento di dovergli rendere i più che meritati onori. Del resto, Ercole ha contribuito molto a rendere grande l’Italia nel mondo. E voi, qual è la leggenda (o la nomea) che vi portate appresso e che meglio descrive la vostra persona? oppure: in che modo avete fatto di voi stessi una leggenda?
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Fotografo sconosciuto – [1], soggetto: Ercole Spada, descrizione: Ercole Spada of Zagato is drawing what looks like the Alfa Romeo Giulia TZ2 in the 1960s. Production was 1965–67, so this could be 1964–65., dimensioni originarie: 640x357px, su Licenza di Pubblico dominio, nome file: 1960s Ercole Spada Alfa TZ2.jpg, file creato in data: 1 gennaio 1965, e caricato il: 21 settembre 2019, la foto è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Ercole_Spada#/media/File:1960s_Ercole_Spada_Alfa_TZ2.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=82396097
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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