Lo sapete che stravedo per i capolavori del Cavallino Rampante. Quindi avete già capito che l’argomento di oggi è Ferrari 365 Daytona.
di Prova MO – Opera propria, soggetto: Prototipo del 1968, descrizione: This Ferrari prototype was built in 1968 as a design study for the upcoming 365 GTB/4 “Daytona”, using a 275 GTB/4 chassis and engine. This car was the second of three prototypes built before the production version of the 365 GTB/4. Chassis 11001. Photographed at RM Sotheby’s 2022 Monterey auction., dimensioni originarie: 6000x4000px, su Licenza: CC BY-SA 4.0, nome file: 1968 Ferrari 365 GTB4 Prototype front.jpg, file creato in data: 17 agosto 2022, e caricato il: 1 settembre 2022, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrari_365_Daytona#/media/File:1968_Ferrari_365_GTB4_Prototype_front.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=122537190
Ferrari 365 Daytona: contesto
C’è una cosa che fino a poco tempo fa ignoravo. Non sapevo che il nome con cui è conosciuto questo modello è ‒ per così dire ‒ un soprannome. E che quello vero è invece Ferrari 365 GTB/4. Questo modello è stato prodotto fra il 1968 e l’anno 1974. Il nome le è stato attribuito, per ricordare la vittoria ottenuta dalla Ferrari 330 P4 sull’omonimo circuito Usa. Per dovere di cronaca devo dire che ne è stata realizzata anche una versione spyder (la 365 GTS/4).
Per gli appassionati di Filologia (in questo caso applicata al mondo automotive delle supercar) vorrei farvi notare un dettaglio. La versione spyder era molto richiesta, soprattutto dal mercato nordamericano. Negli Usa se ne occupava l’importatore Luigi Chinetti. Ebbene, dovete sapere che la distinzione fra GTB/4coupé e GTS/4spyder non era così ben marcata. Ciò perché taluni esemplari della versione spyder uscivano dalla fabbrica del Drake con la targhetta 365 GTB/4. Cioè come la versione chiusa. Dunque, davvero pochi esemplari della versione spyder avevano la targhetta originale 365 GTS/4.
Ferrari 365 Daytona fu presentata al Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi nel 1968. E, a dirla tutta, si presentava mica male. La Ferrari 365 GTB/4 fece la sua prima apparizione in versione coupé. Venne presentata come l’erede della Ferrari 275 GTB/4. Dalla quale recuperava il motore V12 con 4 alberi a camme in testa (2 per ogni bancata). Porte e cofani erano in alluminio. La linea nel suo complesso era stata disegnata da Leonardo Fioravanti (che all’epoca era in forze alla Pininfarina). La carrozzeria era adagiata sopra un telaio a traliccio centrale del tutto nuovo, come concezione. Lo schema delle sospensioni era stato recuperato tale e quale dalla Ferrari 275 GTB/4. Usando un modello a ruote indipendenti con quadrilateri sovrapposti. I freni erano autoventilati e a disco. Questa supercar era dotata di servofreno.
Il propulsore era il V12 (con 4 alberi a camme in testa) della Ferrari 275 GTB/4. Come scritto poco sopra. Ma aumentato per arrivare fino a 4390,3 cc. Era montato in posizione longitudinale. Il cambio manuale a 5 rapporti invece era allocato al retrotreno col differenziale autobloccante (in ossequio alla mentalità transaxle). Tale motore sviluppava una potenza massima di 352 Cavallini Rampanti. Che permettevano a questo gioiello di toccare la velocità massima di 280 chilometri orari.
E voi, in quale occasione avete ottenuto un successo tale da ricevere come trofeo il nome dell’impresa conseguita?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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4 pensieri su “Ferrari 365 Daytona”