Battista Farina detto Pinin

Lo sapete che talvolta mi piace parlare con voi delle grandi figure del genio italico. Quindi, oggi parlerò della Carrozzeria Pininfarina e del suo fondatore Giovanni Battista Farina ‒ detto Pinin.

Pininfarina: le origini

Giovanni Battista, detto Pinin per via della somiglianza col padre Giuseppe, nel 1930 fonda la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina. Fin dalla nascita della Carrozzeria del Pinin, l’amicizia tra il geniale Battista e il Cavaliere della Bellezza ha dato origine a una vivace e proficua collaborazione tra la Carrozzeria e la Casa di Chivasso. Il bellissimo rapporto personale tra Pinin e il Cav. Vincenzo Lancia era fondato sulla amicizia e reciproca stima e soprattutto sulla comune passione per le innovazioni tecniche. A prova della solidità del rapporto tra Battista, il Pinin, e don Vincenzo, il Cav. Lancia, la Carrozzeria di Pinin e la Casa di Chivasso collaborarono per un decennio in un modo quasi esclusivo, per arrivare alla realizzazione di prototipi e piccole serie come gli autotelai montati su Augusta, Astura e Aprilia.

Pininfarina: Secondo Dopoguerra

Finito l’impegno bellico, l’attività della Carrozzeria riprese con maggior vigore grazie all’intuizione del geniale Pinin: ossia l’associazione nella conduzione dell’azienda del figlio Sergio e del genero Renzo Carli. Nel 1959 Pinin decise di ridimensionare il peso del proprio ruolo all’interno dell’azienda, partendo per un lungo viaggio intorno al mondo. Questa esperienza fu l’occasione di una felice scoperta per Pinin: ogni tappa del viaggio, in cui Battista si fosse fermato, incontrava ricevimenti organizzati per accoglierlo. Pinin ebbe in questo modo la certezza della sua grande celebrità (ormai a livello mondiale), che andava ben oltre i confini a lui noti. Una volta tornato in Patria, egli decise di conservare la posizione apicale di Presidente della Carrozzeria Pinin Farina, lasciando al figlio e al genero il ruolo di amministratori delegati (27 aprile 1961). Ormai Battista era un uomo così potente che poteva permettersi il lusso di cambiare il proprio cognome in Pininfarina.

Pininfarina: i successi

Ma bando alla nostalgia, e diamo fiato alle trombe per celebrare alcuni dei successi di Pininfarina: il primo (datato 1947) è stato la Cisitalia 202; negli Anni ’60 e ’70 è il turno della Alfa Romeo Duetto Spider, della Lancia Flaminia e della Fiat 124 Sport Spider – tanto per citarne alcune. Ed è proprio negli Anni ’60, grazie alla creazione del Centro di Calcolo e Disegno prima e della Galleria del Vento in scala naturale (una delle prime al mondo) poi, che Battista realizzò la Lancia Montecarlo (seguita tra gli Anni ’70 e ’80 dalla Beta Montecarlo Turbo). Nel 1986, dopo la quotazione in Borsa, Pininfarina realizzò la Ferrari Testarossa.

Pininfarina era un bellissimo sogno italiano, destinato a non finire. Poi, come tutti i sogni, è finito al momento del risveglio. E il risveglio è iniziato nel 2015, quando l’Azienda è stata comprata dall’indiana Mahindra & Mahindra. E voi, qual è stato il vostro risveglio più brusco?

Juan

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L’immagine che ritrae Battista “Pinin” Farina e il figlio Sergio negli uffici della Pininfarina è stata scattata nel 1950, è gentilmente concessa da LaPresse – Fathers and sons, and daughters (in italian). ilpost.it (March 19, 2014)., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=67500644 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Pininfarina#/media/File:Battista_’Pinin’_Farina_and_his_son_Sergio,_ca._1950.jpg nelle dimensioni originarie di 980 X 683 pixel, che è stato copiato nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.

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