Sì, ormai mi conoscete ‒ e sapete che mi piace ogni tanto parlare delle grandi personalità del mondo dell’automobilismo. Quindi voglio parlare di un genio della Bellezza. Oggi infatti voglio parlare del Cavaliere Vincenzo Lancia.

Vincezo Lancia: origine del genio
Ciò che non sapevo fino a poco tempo fa, è che il Cavaliere Vincenzo Lancia, prima di diventare l’imprenditore geniale conosciuto in tutto il mondo per le sue creazioni con la Casa che porta il suo nome, era stato un pilota automobilistico. Figlio minore del Cav. Giuseppe Lancia, imprenditore nel settore alimentare, si appassionò fin da giovane al mondo dei motori. E venne assecondato dal padre, tanto che nel 1899 produsse la sua prima automobile col nome di Welleyes dentro l’officina di Giovanni Battista Ceirano.

Vincenzo Lancia: all’origine della Fiat
La creazione di Welleyes destò così tanto interesse che, per consentirne la produzione su scala industriale, fu costituita la Fabbrica Italiana Automobili Torino (più nota come Fiat), che assorbì l’officina di Ceirano. Ecco che in tal modo Vincenzo dimostrò le proprie abilità di collaudatore. Non solo, ma presto Vincenzo dimostrò le proprie abilità anche come pilota. Nella vita professionale Vincenzo Lancia era un lavoratore molto preciso, fin quasi alla paranoia (diceva qualcuno). Ma nella vita privata era amante della buona compagnia, dell’ottima cucina e della musica – soprattutto di Richard Wagner, il compositore del ciclo dell’Oro del Reno e della Cavalcata delle Valkyrie. Vincenzo, cioè, era un grande estimatore di colui che narrò il mondo delle divinità del Valhalla.

Vincenzo Lancia: tutte le energie per l’Impresa
Nel 1906 Vincenzo Lancia creò dunque la Casa automobilistica che ancora oggi porta il suo nome (anche se oggi è ridotta a un marchio mono-prodotto, all’interno della galassia FCA ‒ che da poco è stata inglobata dentro la costellazione Stellantis). Credo che meriti una menzione il fatto che il Cav. Lancia mise nello sviluppo di questa impresa molte delle sue energie, ivi comprese le sue conoscenze e intuizioni ingegneristiche e anche quelle maturate negli anni precedenti come collaudatore.

Vincenzo Lancia: la selezione dei candidati
C’è un fatto che mi è sembrato molto particolare: mi riferisco a quando ho scoperto che Vincenzo Lancia, in fase di selezione del personale, valutava i candidati non solo in base all’abilità nel guidare le sue automobili, ma anche e soprattutto se erano capaci di superare l’esame “della corda o della fune”. Oggi potrebbe far ridere una prova del genere, ma essa consisteva nella capacità del candidato di mantenere una distanza costante tra la vettura dallo stesso guidata e quella guidata invece dal Cavaliere Lancia. La distanza tra le due automobili era segnata da una corda che separava il paraurti posteriore dell’auto del Cav. Lancia dal paraurti anteriore dell’auto del candidato. Ecco la difficoltà: se la corda si spezzava o, peggio, se l’auto del candidato tamponava quella di Vincenzo Lancia, lo stesso era scartato in automatico.

Vincenzo Lancia: evoluzione dello scudetto
C’è ancora una cosa importante di cui vorrei parlare con voi: ossia, l’evoluzione nel tempo dello scudetto (forse oggi si preferirebbe il termine logo) emblema della Casa di Vincenzo Lancia, il Cavaliere della Bellezza. Il primo (quello caro a tutti i lancisti di qualunque latitudine) era questo ‒ che vi propongo qui di seguito. Intere generazioni di uomini deferivano con riverenza questo scudetto, che faceva riconoscere subito e da lontano le creazioni del Cav. Vincenzo Lancia: per il primo marchio della Casa di Chivasso, il C.te Biscaretti di Ruffia propose a Vincenzo Lancia cinque bozzetti (tra i quali il Cav. della Bellezza scelse l’ultimo, che vedete qui sotto a destra).

Vincenzo Lancia: lo scudetto dopo di lui
Venne poi il turno dello scudetto che tanti di noi hanno conosciuto (ossia, questo che presento qui di seguito). Certo, forse è più conosciuto, perché tanti appassionati lo hanno visto su vetture che sono significate tanto, come la Flaminia o l’Appia. Ma penso anche a vetture come la Fulvia e l’Aurelia ‒ senza dimenticare la bellissima e alquanto aerodinamica Stratos.

Vincenzo Lancia: lo scudetto attuale
E su-su, fino ad arrivare al più recente, cioè lo scudetto adottato a partire dalla Lancia Ypsilon (preceduta da Lancia Y). Certo che mi piange il cuore nel vedere una simile evoluzione: com’è stato possibile gettare alle ortiche una storia così gloriosa come quella dello stemma di una Casa altrettanto gloriosa come quella di Chivasso ‒ nata dal genio del Cavaliere della Bellezza, ovvero il Cav. Vincenzo Lancia?

Vincenzo Lancia: perché è il Cavaliere della Bellezza
Ecco, adesso posso dirvi perché secondo me Vincenzo Lancia merita più di chiunque altro il titolo di Cavaliere della Bellezza: se penso a bellissime creature a lui coeve (anzi: nate dal di lui genio) come l’Aurelia e la Lambda, o a creazioni nate dal genio dei suoi eredi, come l’Appia, l’unico epiteto adeguato che mi viene in mente è proprio “Cavaliere della Bellezza”.
E voi, qual è la vostra impresa in cui avete sentito di più di aver impegnato tutto voi stessi, per raggiungere l’ambito traguardo?
Juan
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L’immagine di Vincenzo Lancia alla guida di una Fiat 28-40 HP, che partecipò al circuito di Brescia valido per la Targa Florio del 1906, è gentilmente concessa da Sconosciuto – http://www.san.beniculturali.it/web/san/dettaglio-oggetto-digitale?pid=san.dl.SAN:IMG-00001321, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66637821 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Lancia#/media/File:Vincenzo_Lancia_partecipa_alla_Targa_Florio_su_una_Fiat_28-40_HP_Corsa,Brescia_1906-_san_dl_SAN_IMG-00001321.jpg nelle dimensioni originarie di 615 X418 pixel, che è stato copiato, incollato e pubblicato nelle medesime dimensioni su questo blog, nel presente post.
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