Vogliamo parlare di esemplari unici? E, allora, parliamo di questo prototipo da competizione, che la Scuderia del Cavallino Rampante schierò nel Campionato Mondiale Sportprototipi del 1967.
L’immagine della Ferrari 330 P4 parcheggiata a bordo strada del circuito di Fiorano, è gentilmente concessa da Stefano Mecchia – originally posted to Flickr as FERRARI P4 Mr BELLENTANI, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12010361
Ferrari 330 P4: chi è?
Nella stagione precedente la Ferrari le prese di santa ragione, poiché il campionato era stato dominato dalla Ford GT 40. Dunque, la 330 P4 nasce sulle meste ceneri del prototipo (il P3), usato in quella triste stagione. La modifica più importante, che ricevette, fu il potenziamento del motore da 420 a 450 CV. Il nuovo prototipo esordì alla 24 Ore di Daytona, dove arrivò secondo, in compagnia ‒ sul podio ‒ delle Ferrari P3/4 e 412 P. Ma la Casa di Maranello godette poco di questa vittoria, perché alla 24 Ore di LeMans arrivò al secondo e al terzo posto ‒ proprio dietro a una Ford GT 40.
E, voi, qual è il vostro cavallo di battaglia, che non vi ha dato i risultati sperati?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Ferrari 330 P4: il prototipo da competizione”
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