Aston Martin: al Servizio di Sua Maestà

James Bond, Aston Martin e Vodka Martini sono un trinomio inscindibile. Non si può parlare di James Bond, senza citare il suo cocktail preferito, il Vodka Martini secco, agitato non mescolato. Non si può parlare di 007, senza far riferimento alla sua immancabile Aston Martin. Né si possono dimenticare le varie Aston Martin che lo hanno accompagnato nel corso delle varie avventure – che, da sole, costituiscono veri racconti epici a sé. Si possono ricordare l’Aston Martin DB5 di Goldfinger, o la DBS in Al Servizio di Sua Maestà, o l’Aston Martin V12 Vanquish, o infine la V8 Vantage.

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La caratterizzazione, che l’autore Ian Fleming fa del suo personaggio, è così forte, che James Bond deve per forza muoversi all’interno di un determinato contesto sociale. Così, quando l’agente segreto più famoso del mondo entra nella Socialité, deve avere determinati rapporti sociali e frequentare specifici ambienti. E non può abbassarsi a livelli sociali inferiori: non gli è concesso, perché 007 appartiene all’Upper Class – e non può essere da meno. Come il suo Vodka Martini secco, agitato non mescolato.

Juan

La foto del cocktail è gentilmente concessa da John Phelan – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18466295.

7 pensieri su “Aston Martin: al Servizio di Sua Maestà

  1. Ricordo anche la Lotus Esprit bianca usata in Sardegna, o inseguimenti e fughe con una Renault 5 turbo (meravigliosa auto), una Citroen “squalo” che si spaccava a metà e (udite, udite) un’ Alfa Gtv!

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    1. ciao Fabio,
      grazie per il tuo contributo, che aiuta a ricordare elementi importanti.
      Se non ricordo male, la Citroën Squalo, dopo essersi spezzata a metà, ha proseguito la sua corsa grazie al motore in posizione anteriore e alla trazione – anch’essa anteriore.

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