Ciò che mi stupisce dell’affair Dieselgate è che Volkswagen sembra esserne uscita meglio di come vi è entrata. L’analisi in precedenza da me sviluppata conserva il suo valore. Ma ciò che desta la mia meraviglia, è il fatto che da questa vicenda Volkswagen sembra esserne uscita vincitrice – e di gran lunga. Secondo le previsioni più realistiche, che potessi fare all’epoca dei fatti, invece, mi sarei aspettato un tonfo del valore dell’Azienda in questione.
Dieselgate: lo scandalo
Anzitutto, lo scandalo è scoppiato in concomitanza con l’ultimo periodo di svolgimento dell’evento Expo Milano 2015 – che aveva per tema: «Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita». Quindi, un tema ambientale, che poco si concilia con l’inquinamento atmosferico (causato in parte dagli scarichi dei veicoli a motore diesel, benzina, metano, Gpl etc…). All’epoca Volkswagen occupava stabilmente il quinto posto di produttore mondiale. Nel 2017 il Gruppo diventò il primo produttore mondiale – scavalcando Toyota (che per anni aveva occupato questa posizione). Ora (2018) il Gruppo della Casa di Wolfsburg occupa stabilmente il secondo posto, dopo il trinomio Renault-Nissan-Mitsubishi.
Dieselgate: le vendite
Ciò, che forse la gente non considera, è che le vendite non sono contate sul venduto al cliente finale, ma su quello che le Case automobilistiche realizzano rispetto ai concessionari. Perciò, una parte della produzione della Casa di Wolfsburg deve essere stata assorbita dai singoli dealer, mentre – per quanto riguarda il venduto al cliente finale – penso che il prodotto teutonico non abbia perso il proprio fascino.
Dieselgate: Conclusione
Per ottenere simili risultati dopo una crisi del genere, secondo me l’unica possibilità è che Volkswagen abbia attuato un’ottima exit strategy.
Juan

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