Oggi voglio parlare con voi di un tema che ha una certa relazione con il mondo delle automobili, cioè del premio del Compasso d’Oro.

Compasso d’Oro: quali erano i miei pregiudizi?
Quand’ero ragazzino credevo che le cose, più sono articolate, complesse etc… e più sono importanti, belle e vere (e magari anche utili). Con l’età, invece, è cresciuta in me la consapevolezza che la semplicità e linearità delle proporzioni del prodotto permettono meglio all’artigianalità italiana di esprimersi. Ecco perché oggi voglio discutere proprio di Compasso d’Oro, ossia del premio che ogni tre anni l’Italia assegna alla migliore realizzazione di un prodotto di italico design ‒ per l’appunto. O disegno industriale, se preferite.

Compasso d’Oro: quando è nato?
Ciò che mi sembra interessante notare, è il fatto che questo premio, assegnato ogni 3 anni dall’Associazione per il Disegno Industriale (ADI), è stato istituito nel lontano 1954 ed è il più antico e prestigioso premio al mondo dedicato a questo tema. L’oggetto in sé, disegnato da Albe Steiner e realizzato da Marco Zanuso e Alberto Rosselli, trae ispirazione sia dal compasso di Adalbert Goeringer che dai calcoli della proporzione aurea. A partire dal 2020 gli oggetti premiati in questa circostanza sono conservati presso l’ADI Design Museum di Milano.

Compasso d’Oro: quali relazioni con l’automotive?
Ebbene, ora voi mi chiederete che relazione ci sia tra questa premiazione e il mondo dell’automotive? La pertinenza è data dal fatto che questo premio, di cui parlo oggi con voi, è stato vinto anche da grandi designer del settore automobilistico, come Battista Farina (1957) e Giorgetto Giugiaro (che ha vinto per 5 volte il Compasso d’Oro). Ecco, se c’è una cosa che mi dispiace tantissimo è che questo premio non sia mai stato vinto da un altro genio del disegno industriale italiano, come Marcello Gandini.
E voi, qual è il premio più prestigioso che avete vinto nella vostra vita?
Juan
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