Lamborghini Aventador SVJ 63: 63 brindisi al Toro di Sant’Agata Bolognese
Anche oggi voglio parlare di Sant’Agata Bolognese. Sì, lo so che dopo un po’ divento monotono, ma se avrete la pazienza di leggere questo post fino alla fine, capirete il perché. Tanto per cominciare, l’argomento odierno è Lamborghini Aventador SVJ 63.
Ma per discutere di una pietra miliare della Casa del Toro, come questo esemplare, prima devo parlare di chi è stata Lamborghini Aventador ‒ dalla quale il modello di oggi nasce. La prima Aventador è stata presentata nel marzo del 2011 durante il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra ed è rimasta in produzione fino al settembre del 2022. Ormai l’avete capito che i capolavori di Sant’Agata Bolognese traggono i rispettivi nomi dal mondo delle corride iberiche. Anche perché ve l’ho detto (e ripetuto) fino alla noia. L’Aventador infatti deve il nome a un celebre toro da combattimento. Dal punto di vista del design questa supersportiva si presenta come l’evoluzione stilistica della Murciélago, anche se presenta numerose eco stilistiche che rievocano la Reventón.
Nel 2016 l’Aventador ha subito un restyling fondamentale, ricevendo in dotazione la sigla S da posporre al nome. Il propulsore con cilindrata di 6.5 cc è stato potenziato per sprigionare fino a 740 tori imbufaliti a 8400 rpm, con una ripresa istantanea garantita dalla coppia massima di 690 Nm a 5500rpm. Questa variante ha in dotazione per la prima volta (per una vettura del Toro) le 4 ruote sterzanti che, unite alla trazione integrale permanente, consentono una tenuta di strada fenomenale. Le sospensioni sono controllate dal Lamborghini Dinamica Veicolo Attiva, che offre 4 modalità di guida: Sport, Strada, Corsa ed Ego (ossia quella personalizzabile).
Tale aggiornamento, precedente all’Aventador SV, mi serve per parlare dell’Aventador SVJ, presentata nell’agosto del 2018 a Pebble Beach, durante il relativo Concours d’Elegance. Questa versione infatti è non solo un’evoluzione dell’Aventador S, ma anche più prestazionale rispetto all’Aventador SV, dal momento che il motore V12 con cilindrata di 6.5 cc è stato modificato per sprigionare una potenza massima di 770 tori imbufaliti a 8500 rpm ed esprimere una ripresa più che fulminea grazie alla coppia massima di 720 Nm a 6750 rpm. Sull’Aventador SVJ è fatto ampio uso della fibra di carbonio (carrozzeria) e del titanio per il sistema di scarico, che consentono all’auto di esprimere un rapporto peso/potenza di 0,5 CV/kg. Tutto ‘sto popò di roba consente a Lamborghini Aventador SVJ di percorrere il fatidico 0-100 km/h in appena 2,8″ e di raggiungere la velocità massima superiore ai 352 km/h.
Dopo tutto ‘sto pippone vi posso finalmente dire perché oggi voglio parlare proprio della Lamborghini Aventador SVJ 63. Il motivo è che la cifra indica il numero totale di esemplari realizzati in questo speciale allestimento, che celebra l’anno della fondazione della Casa da parte del carismatico Ferruccio (1963). Quest’ultimo modello è stato svelato durante l’esclusivo evento “The Quail, A Motorsports Gathering”. La lettera J (Jota in spagnolo, ma anche in greco a dire il vero) denota entro l’universo di Sant’Agata Bolognese “la superiorità su pista e in fatto di prestazioni”. Alcune finiture sono di color oro, lasciando alla vettura una livrea molto preziosa (che nulla ha da invidiare alle gloriose livree Martini Racing e Alitalia del Mondiale di Rally).
E voi, com’è stato il vostro compleanno più importante che avete festeggiato? oppure, quand’è stato che avete fatto 63 brindisi al compleanno di qualcuno a voi caro?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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4 pensieri su “Lamborghini Aventador SVJ 63: 63 brindisi al Toro di Sant’Agata Bolognese”
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