Sapete che mi piacciono da morire i capolavori del Cavallino Rampante. Ma non so se sapete che talvolta mi piace assaggiare i vini locali. Ora a voi sembra che questo dettaglio non c’entri nulla con questo blog. Ma se avrete la pazienza di leggere questo post fino alla fine, capirete il perché di tale affermazione.
Anzitutto premetto che parlo di un capolavoro che Maranello ha prodotto solo tra gli anni 2008 e 2014. Si tratta di una Gran Turismo ‒ ed è il primo del suo genere a essere dotata di una carrozzeria coupé–cabriolet con la capote in metallo ripiegabile. Questo modello è una più che evidente eco della celebre Ferrari 250 GT California (con tanto di richiami stilistici). Quest’auto segna anche un cambio di mentalità in quel di Maranello, visto che Ferrari California è pensata come auto da usare tutti i giorni. Questo modello ha avuto così tanto successo, che tra il 2008 e il 2012 ne sono state immatricolate più di 8000 unità. Considerate poi che per portare a compimento questo progetto, a Maranello hanno teso alla riduzione dei costi di manutenzione, così da aumentare il bacino di clientela soddisfatta (che a sua volta spargesse la voce col passaparola). Forse risulto più chiaro se faccio un esempio: alla Ferrari California servono 11 ore di manutenzione (per percorrere 80.000 km), contro le 31 ore necessarie alla Ferrari 599 GTB in assetto Fiorano.
Il design di questo capolavoro è merito del Pinin nazionale, che ha lavorato molto per la realizzazione della capote ripiegabile. Gli studi aerodinamici fatti da Pininfarina consento di ottenere una deportanza di 70 kg alla velocità di 200 km/h. Il motore è il V8 che deriva dalla F430, con un angolo di 90° tra le bancate. La cilindrata è di 4.296 cc. Tutto ciò consente alla California di sprigionare la bellezza di 460 Cavalli imbizzarriti a 7500 rpm.
Ma credo che vi interessi di più sapere che questa supersportiva è dotata di cambio sequenziale mutuato dalla F1, in grado di staccare in modo progressivo e non brusco. Inoltre le sospensioni del retrotreno sono state progettate e sviluppate per fornire il migliore assorbimento. La trasmissione monta un cambio a 7 rapporti con doppia frizione ed è dotata di trazione posteriore. La particolarità di questo cambio è che lo si può avere manuale o automatico ma soprattutto che le palette del cambio stesso sono sul volante. Per merito del dispositivo Launch Control (che sarà sfruttato anche in F1) Ferrari California percorre il fatidico 0-100 km/h in appena 3,9″ e raggiunge la velocità massima di 310 chilometri orari.
California: nesso tra mezzo bicchiere e primo contatto
Ora pensate: come vi sentireste se, dopo aver pranzato e bevuto mezzo bicchiere di vino della California italica, vi metteste seduti al lato guidatore di un simile gioiello e accarezzaste il volante? che emozioni provereste? che sinfonie nascerebbero dall’incontro fra quel mezzo bicchiere e il primo contatto con la pelle vellutata del volante e la sensibilità che avrebbero i vostri piedi nell’accarezzare i pedali? e poi: la California d’Oltreoceano vale il connubio tra la California di Maranello e il vino della California toscana?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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4 pensieri su “Sognare la California a Maranello”