Ogni tanto mi piace andare Oltreoceano. Oggi voglio fare questo viaggio anche per motivi familiari. Quindi, bando a i convenevoli, perché l’argomento di oggi è Ford B-Max.
B-Max era una monovolume di dimensione familiare (infatti afferiva al segmento B). È stata prodotta dalla Casa di Dearborn a partire dal 2012 e fino al 2018. Questo modello era il più piccolo e compatto della gamma monovolume e al contempo del gruppo Max di Ford. Una particolarità che vorrei evidenziare è il fatto che B-Max fosse stata concepita e prodotta per il mercato europeo. Allo stesso modo in cui la Ka lo era stato nel mercato delle utilitarie.
Anticipo che Ford B-Max dovette vedersela con Citroen C3 Picasso, Lancia Musa, Hyundai ix20, Renault Modus e Opel Meriva. Ciò premesso, vi dico che la B-Max era costruita sullo stesso pianale della Fiesta (edizione 2008). Il quale era dotato di trazione anteriore e propulsore allocato in posizione anteriore-trasversale. Il telaio mostrava all’anteriore sospensioni a ruote indipendenti (di tipo MacPherson). Al posteriore invece a ruote interconnesse tramite assale torcente e barra stabilizzatrice. B-Max era offerta in 6 versioni: 3 a benzina, 2 a gasolio e l’ultima a GPL. Mi piaceva moltissimo il fatto che le portiere posteriori si aprissero a scorrimento invece che a libro. Trovavo questo metodo molto più agevole per i passeggeri posteriori. Scusate la chiosa personale. Ma in fondo è questo il motivo per cui ho creato questo spazio. Dire la mia sulle auto che mi piacciono.
Il motivo per cui oggi vi parlo di questa macchina, è che il 1.5 TDCI da 75 CV è stato l’ultimo modello che mio padre ha guidato. Ammetto che ho bei ricordi di quell’auto. Aveva un bellissimo motore. Dentro l’auto era comodissima, in quanto ad abitabilità. Certo, mi ricordo anche che l’estate di quell’anno guidai io la Ford B-Max sulla strada del ritorno dalle vacanze. Perché mio padre non era più nelle condizioni materiali di farlo. La Ford B-Max color bronzo è stata l’ultimo diesel che mio padre ha guidato.
E voi, qual è l’auto che vi ha lasciato il ricordo più caro? oppure: qual è l’auto della quale avete pensato: «dopo averla guidata, sono così felice che adesso posso anche morire»?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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5 pensieri su “Ford B-Max: l’ultimo diesel”