Mi riferisco alla monovolume compatta di Parigi. Forse già sapete che Renault Modus nacque nel 2004 sullo stesso pianale della Clio (terza serie) e di Nissan Micra (terza generazione). Il proposito iniziale (che motivò il suo lancio commerciale) era anche nobile. Ossia, mitigare il successo commerciale di Opel Meriva e Fiat Idea. Certo, altri due temibili competitors erano Lancia Musa e Ford B-Max. Ma (prima ancora di quest’ultima) la naturale concorrente era la Ford Fusion. Sempre nella galassia dell’Ovale Blu. Sì, perché Modus doveva anche mitigare la flessione all’iniziale successo della monovolume media, qual di fatto Renault Scénic era stata. E tale crollo era dovuto proprio all’ingresso nel mercato delle monovolumi compatte. Come se non bastasse, Modus doveva anche far risaltare il proprio valore alternativo rispetto alla piccola monovolume per definizione, cioè la Twingo. La carrozzeria della Modus calibrava bene il rapporto fra spigoli e rotondità, così da non conferire alla vettura un’aura troppo austera. Né attribuirle al contrario un aspetto troppo giocondo.
Changer la pile pour la clé de Renault Modus : de quelle manière procéder, fonte: vintage-bel-air.com, dimensioni originarie: 1641 × 1209 jpeg, file creato in data: 01 luglio 2023
Renault Modus: chi era?
Fin da subito Renault Modus fu presentata con tre motorizzazioni a benzina e due propulsori a gasolio. Le benzina erano: un 1.2 con 16V che erogava 75 Rombi francesi; un 1.4 con 16V che sprigionava 98 Rombi; un 1.6 con 16V che liberava fino a 110 Rombi. A queste si aggiunsero 2 versioni diesel 1.5 dCi: la prima esprimeva 65 Rombi. Mentre l’altra ne librava ben 82 (di Rombi). Di qualunque versione parlassimo, essa era comunque dotata di cambio manuale a 5 rapporti. In opzione si poteva avere il cambio automatico sul 1600. Nel 2005 venne introdotta la terza versione diesel, partendo dal 1.5 dCi e arrivando a una potenza di 106 Rombi.
Trovavo la Modus una compatta molto pratica: dalle dimensioni ridotte e facile da parcheggiare. E devo ammettere che non mi dispiaceva affatto. Pur non avendo mai particolarmente amato le francesi. Il cugino di mia madre l’aveva avuta (e tenuta come un gioiello) per circa 10 anni. Ciò me l’ha fatta apprezzare. Almeno, vedere sotto una luce diversa. Ecco.
E voi, di quale aspetto della vostra vita vi siete ricreduti in meglio? voglio dire: in merito a quale aspetto della vostra vita siete stati più felici di aver lasciato cadere i vostri pregiudizi?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Renault Modus: la compatta di Parigi”
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