Audi A1: la Antwort premium alla 500 di Marchionne
Oggi voglio tornar a parlare della Terra dell’Idealismo tedesco. No, tranquilli: non voglio parlare di Filosofia. Voglio solo parlare di un competitor particolare della 500 di Marchionne: la Audi A1.
Parlo dunque del modello dei Quattro Cerchi, la cui presenza sul mercato è cominciata nel 2010. Mi riferisco alla berlina compatta dotata di 2 volumi, del segmento B prodotta dalla Casa di Ingolstadt, per competere sul mercato della quarta generazione della italiana più famosa al mondo. Ora se parliamo di segmento B, di primo acchito a me vengono in mente le utilitarie (campo da sempre ostico per le Case del segmento Premium o Luxury).
di order_242 from Chile – Audi A1 Sportback 1.2T 2012, dimensioni originarie: 3200x2400px, Licenza: CC BY-SA 2.0, Attribution-ShareAlike 2.0 Generic, Notice, This is an older version of this license. Compared to previous versions, the 4.0 versions of all CC licenses are more user-friendly and more internationally robust . If you are licensing your own work , we strongly recommend the use of the 4.0 license instead: CC BY-SA 4.0 Deed | Attribution-ShareAlike 4.0 International, You are free to: Share — copy and redistribute the material in any medium or format for any purpose, even commercially., Adapt — remix, transform, and build upon the material for any purpose, even commercially., The licensor cannot revoke these freedoms as long as you follow the license terms., Under the following terms: Attribution — You must give appropriate credit , provide a link to the license, and indicate if changes were made . You may do so in any reasonable manner, but not in any way that suggests the licensor endorses you or your use., ShareAlike — If you remix, transform, or build upon the material, you must distribute your contributions under the same license as the original., No additional restrictions — You may not apply legal terms or technological measures that legally restrict others from doing anything the license permits., Notices: You do not have to comply with the license for elements of the material in the public domain or where your use is permitted by an applicable exception or limitation ., No warranties are given. The license may not give you all of the permissions necessary for your intended use. For example, other rights such as publicity, privacy, or moral rights may limit how you use the material., nome file: Audi A1 Sportback 1.2T 2012 (16036855511).jpg, data creazione file: 11 luglio 2012, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Audi_A1#/media/File:Audi_A1_Sportback_1.2T_2012_(16036855511).jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37335510
Audi A1: in quale mercato?
Ma devo riconoscere che almeno Audi ha provato a entrare in quella precisa fetta di mercato. Certo, come segmento più diretto, forse sarebbe stato più giusto confrontarla con Alfa Romeo MiTo, piuttosto che con la 500 del Terzo Millennio. Ma, si sa: in quel momento era pressoché impossibile rivaleggiare con l’era Marchionne. Poi, che si trattasse di 500 o di MiTo, faceva poca differenza, in termini di risultato: in quel preciso momento storico con FCA non c’era competizione.
Certo, questo post non è il luogo per parlare di Filosofia, ma qualche domanda me la farei. Per esempio: perché è così difficile entrare nel mercato della Fiat, il cui segmento B è tutt’ora presidiato dai successi dell’Era Marchionne? E poi: perché voler entrare nel segmento delle utilitarie con una vettura che per fattura (nel senso di qualità, non di iattura) storicamente appartiene al segmento Premium? Ma soprattutto: perché la Casa dei Quattro Cerchi si è voluta punire da sola?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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