Oggi vorrei indulgere sull’aspetto epico dell’automobilismo. Sì, perché oggi voglio parlare di Alfa Romeo MiTo.

Alfa Romeo MiTo: quali ambizioni?
Alfa Romeo MiTo è la piccola sportiva del segmento B (cioè, è un’utilitaria compatta dotata di due volumi) creata dalla Casa del Portello tra il 2008 e il 2018 nello stabilimento di Mirafiori (nella provincia di Torino). Il pianale di Alfa Romeo MiTo è lo stesso su cui è stata costruita la Fiat Grande Punto. Ciò che non sapevo, è che il design di Alfa Romeo MiTo è ispirato a quello di Alfa Romeo 8C Competizione – e ciò permette ad Alfa Romeo MiTo di collocarsi nella fascia premium del segmento B. A me piace tantissimo la linea coupé di questa sportiva. Certo, ammetto che la versione racing coi pedali da corsa è tutta un’altra cosa ‒ e chi può premere a fondo l’acceleratore in carbonio lo sa.

Alfa Romeo MiTo: ircocervo o chimera?
Alfa Romeo MiTo è un concentrato di più concetti diversi all’apparenza inconciliabili tra loro. Sì, perché sto parlando di una utilitaria, compatta, sportiva, coupé, di fascia premium. In termini mitologici si parlerebbe di ircocervo ‒ o forse di chimera. Ecco, mi chiedo come Alfa Romeo sia riuscita in un’impresa alquanto ardua, tanto quanto questa. Come se non bastasse, la versione racing le dà quel tocco di esclusività che serve al proprietario per distinguersi dalla massa.
Alfa Romeo MiTo: che cosa la distingue?
Ecco, se c’è un dettaglio che non mi torna molto, è il fatto che Alfa Romeo MiTo condivide con la Fiat Grande Punto carrozzata Abarth non solo il pianale, ma anche talune tipologie motoristiche, come il 1.4 T-jet benzina che esprime una potenza di 155 CV. La piccola del Biscione di Arese (un tempo nota come la Casa del Portello) è dotata di trazione anteriore. L’innovativo controllo di stabilità VDC è montato di serie su tutti i modelli della gamma, insieme al nuovo dispositivo elettronico Alfa DNA.

Alfa Romeo MiTo: come nasce il MiTo?
Ultimo argomento degno di nota mi sembra sia la genesi del nome MiTo: il progetto nacque nel 2006, ma fu sviluppato solo a partire dal 2007. Pare che per decidere il nome da dare a questo nuovo modello si sia fatto ricorso a un concorso sulle riviste patinate del settore a livello internazionale. Il concorso aveva anche un certo peso: per la proposta vincente c’era in palio un’Alfa Romeo Spider ‒ mica noccioline. Il nome vincitore del concorso fu Furiosa. Ma alla Dirigenza del Portello non piacque ‒ e le preferì MiTo.
E voi, qual è stata l’impresa più mitica che avete compiuto?
Juan
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3 pensieri su “Alfa Romeo MiTo: per unire Milano e Torino”