Sapevo che prima o poi l’avrei dovuto fare. Ora il momento è arrivato: non posso più rimandarlo.
Sì, perché oggi vi parlo di Fiat Punto, che ha avuto tre serie: la prima, dal 1993 al 1999, disegnata da Giorgetto Giugiaro; la seconda dal 1999 al 2003, disegnata dal Centro Stile Fiat; e l’ultima, a partire dal 2005, disegnata da Italdesign Giugiaro. Quest’ultima è stata declinata in tre versioni: la Grande Punto, la Punto Evo e la Punto 2012 (il cui testimone non è stato raccolto da nessun altra, purtroppo).
E voi, qual è stato il vostro sogno più dettagliato?
L’immagine della Fiat Punto S prima serie è gentilmente concessa da Nessun autore leggibile automaticamente. Skorpion87 presunto (secondo quanto affermano i diritti d’autore). – Nessuna fonte leggibile automaticamente. Presunta opera propria (secondo quanto affermano i diritti d’autore)., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1083992 ed è reperibile al seguente indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_Punto#/media/File:Fiat_Punto_s.JPG nelle dimensioni originarie di 1977 x 1560 pixel, e dal quale è stata scaricata nelle dimensioni ridotte di 608 x 480 pixel grazie all’opzione presente nella pagina stessa e pubblicata su questo blog, nel presente post.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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4 pensieri su “Fiat: l’utilitaria dalle tre vite. Punto”
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