Vi ricordate quando ho parlato di Lancia LC2? Ecco, l’argomento di oggi sta all’origine di quel discorso. Il tema odierno infatti è Lancia LC1.
di Brian Snelson from Hockley, Essex, England, fonte: Lancia LC1, soggetto: Built 1982. 1.4 litre 4 cylinder turbo., dimensioni originarie: File originale (3 888 × 2 592 pixel, dimensione del file: 3,79 MB, tipo MIME: image/jpeg), altre Dimensioni di questa anteprima: 800 × 533 pixel. Altre risoluzioni: 320 × 213 pixel | 640 × 427 pixel | 1 024 × 683 pixel | 1 280 × 853 pixel | 2 560 × 1 707 pixel | 3 888 × 2 592 pixel., Licenza: Questo file è disponibile in base alla licenza Creative CommonsAttribuzione 2.0 Generico, Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera di modificare – di adattare l’opera Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso. Questa immagine è stata originariamente caricata su Flickr da exfordy all’indirizzo https://www.flickr.com/photos/32659528@N00/2666094956. È stata controllata in data 14 luglio 2008 dal robot FlickreviewR ed è stato confermato il suo rilascio sotto i termini della licenza cc-by-2.0., nome file: Lancia LC1 Goodwood.jpg, data: 11 luglio 2008, 16:49, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Lancia_LC1_Goodwood.jpg
Lancia LC1: come nacque?
Questa vettura fu costruita dalla Casa del Cavaliere della Bellezza perché corresse nella categoria Sportprototipi della stagione 1982. Certo, la Casa dei Cavalieri del Lancia Cavalleria veniva da una serie di vittorie grazie alla Lancia Beta Montecarlo Turbo. Aveva dominato infatti le due precedenti stagioni con le vetture silhouette del Gruppo 5. Cesare Fiorio, allora a capo della Lancia Corse, era affamato di vittorie. Quindi avrebbe voluto sviluppare un motore turbo a partire dalla Beta Montecarlo. Ma il regolamento ammetteva solo le vetture dei nuovi Gruppi B e C. Visto che il Gruppo C era irraggiungibile (nei tempi previsti), Fiorio scelse di puntare tutto sul Gruppo B. Esso infatti ‒ anche se solo per quella stagione ‒ ammetteva l’uso dei precedenti propulsori, purché avessero una cilindrata inferiore ai 2.0 cc. Fiorio confermò i piloti della stagione precedente, cioè: Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Teo Fabi e Piercarlo Ghinzani. Ma purtroppo non fu una grande stagione. Anzi, fu piuttosto avara di successi. Eccezion fatta per la 1000 km del Mugello. E per la 6 Ore di Silverstone.
Per arrivare a questa vettura, si prese lo stesso motore della Montecarlo (che aveva gareggiato nel Gruppo 5). Attorno al quale la Dallara realizzò la carrozzeria di una barchettasport. Varano de’ Melegari costruì un telaio in monoscocca così leggero, che la vettura a vuoto pesava un quarto in meno delle concorrenti. Dopo tre anni di fruttuosa collaborazione, Pirelli decise di creare pneumatici specifici per Lancia LC1, sia in gara che in qualifica. La lunga coda della carrozzeria copriva le ruote posteriori. Mentre il muso aveva due versioni: una concava (con più carico aerodinamico) per i circuiti lenti e una convessa per quelli veloci. La livrea era la gloriosa Martini Racing.
E voi, come vi preparate a una prova determinante nella vostra vita?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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