Oggi voglio parlare con voi di una persona che per molti dirà poco o nulla. L’argomento odierno infatti è Piero Dusio. Il motivo è che Piero è stato uno degli uomini che hanno fatto grande il mondo dell’auto. Soprattutto italiano.
Anzitutto vorrei dire che Piero era già imprenditore quando non aveva ancora 30 anni. Negli Anni ’30 del Secolo Breve provò a entrare nel mondo dell’automobilismo. E riscosse anche taluni esiti positivi. Come il primo posto nella Corsa allo Stelvio del 1938. Intanto il suo impero industriale si espandeva anche durante il Secondo Conflitto Mondiale. Pensate che fra il 1945 e il 1947 fu perfino presidente della Juventus. Ne approfittò per incrementare l’attività polisportiva del club bianconero.
Ma tornando a bomba, nel 1944 Piero fondò la Cisitalia, ricevendo l’aiuto di Rudolf Hruska e Ferry Porsche. L’amicizia col Patròn del Cavallo coi palchi di corna di Stoccarda aveva una ragione profonda. Ossia il forte riscatto che Piero aveva pagato per liberare Ferdinand (padre di Ferry), prigioniero di guerra in Francia. Ma per non sminuire i meriti agonistici di Piero, devo dire che c’era anche un altro suo successo sportivo. Il secondo posto ottenuto alla Coppa d’Oro delle Dolomiti del 1947, alla guida di una Cisitalia 202 MM. Una volta concluso il Secondo Conflitto, Piero cercò di realizzare un modello da Formula 1. L’idea era futuristica per quei tempi. Ma non si concretizzò. Seguì un tracollo finanziario per il forte riscatto pagato e per le spese sostenute in merito al progetto di F1. L’impresa sarà poi liquidata dal figlio Carlo nel 1956. Un altro sogno italiano infranto. Ecco perché secondo me Cisitalia è stata una meteora, che però ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’auto italiana.
E voi, qual è stato il vostro più grande sogno infranto?
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Unknown photographer – Savonuzzi, the designer from Veloce Today., descrizione: From left: Piero Taruffi, Piero Dusio and Giovanni Savonuzzi, of the italian Cisitalia automaker (established 1946 by Dusio with Taruffi). Written on the photo is “Tempi felici, 1946” meaning “Good times”. The signature is not identified., dimensioni originarie: 545x433px, su Licenza di Public Domain, nome file: Taruffi-Dusio-Savonuzzi.jpg, file creato in data: 9 November 2016, e caricato il giorno dopo, la foto è reperibile all’indirizzo: https://en.wikipedia.org/wiki/Piero_Dusio#/media/File:Taruffi-Dusio-Savonuzzi.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=53008994
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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