Sto parlando di un modello che la Casa delle Pleiadi mantenne in produzione dal 1971 e fino al 1994. Il segreto di così tanta longevità consiste nell’essere riusciti a tramandare il patrimonio di valori attraverso ben tre generazioni.
La prima serie era una coupé rimasta in produzione dal 1971 fino al 1979. Mi sembra interessante osservare che essa era dotata di trazione anteriore. Venne seguita l’anno dopo dalla versione berlina. Nel corso delle Olimpiadi Invernali di Sapporo (1972) fu presentata questa serie, al fine di dimostrare l’affidabilità del veicolo anche in condizioni meteo avverse. Nel settembre dello stesso anno la Casa delle Pleiadi presentò la versione station wagon con trazione integrale. L’anno dopo cominciò la produzione di della versione hard–top con una carrozzeria diversa da quella della versione coupé. Nel 1975 la Subaru offrì al suo pubblico la possibilità della trazione integrale anche sulla berlina. In principio il motore era un boxer dotato di 4 cilindri (montati su un singolo albero a camme), con una cubatura di 1200 cc oppure di 1400 cc. Solo per il mercato giapponese, per un breve arco di tempo fu prevista anche una versione che montava il propulsore da 1100 cc (recuperato dalla Subaru 1000).
La seconda generazione fu immessa sul mercato nel 1979 come MY 1980. Di questa le versioni disponibili erano una coupé 2 porte, una berlina 4 porte, una station wagon e una hatchback 3 porte. Vorei notare che anche se la produzione della seconda serie terminò nel 1985, il suo modello station wagon fu venduto fino al 1989. Piccolo dettaglio: il modello di punta di questa seconda generazione (la 1800 GTS) è stato il primo modello delle Pleiadi ad avere l’aria condizionata, gli alzacristalli elettrici e il servosterzo.
La terza generazione era disponibile nelle versioni berlina a 3 o 4 porte oppure station wagon. Di queste, le versioni con cambio manuale erano disponibili con la trazione integrale disinseribile manualmente. Insomma lo schema era: 5 marce + retro, alle quali si aggiungevano le 5 ridotte + retro. La versione station wagon 1.8 turbo aveva il cambio automatico dotato di 3 rapporti + retro. La popolarità di questo modello calò quando iniziò la produzione della Legacy e crollò a picco quando entrò sul mercato la Impreza (1994).
di Riley from Christchurch, New Zealand, soggetto: Subaru Leone RX serie II coupé, descrizione: A very rare car now – the coupes were never as common as the saloons and estates, and I believe they were quite expensive when new. This one is a Japanese import from 1996, and has been modified quite smartly., dimensioni originarie: 3072x2304px, dimensioni dell’anteprima: 800x600px, dimensione file: 2,01 MB, Licenza: Questo file è disponibile in base alla licenza Creative CommonsAttribuzione 2.0 Generico Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera, di modificare – di adattare l’opera, Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso., Questa immagine è stata originariamente caricata su Flickr da NZ Car Freak all’indirizzo https://www.flickr.com/photos/64583732@N04/17201136748. È stata controllata in data 17 maggio 2015 dal robot FlickreviewR ed è stato confermato il suo rilascio sotto i termini della licenza cc-by-2.0., fonte del file: 1988 Subaru Leone RX-II Coupe, nome file: 1988 Subaru Leone RX-II Coupe (17201136748).jpg, data creazione file: 22 marzo 2015, ora: 12:26, indirizzo: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:1988_Subaru_Leone_RX-II_Coupe_%2817201136748%29.jpg?uselang=it
Subaru Leone: nel Rally
Con questo modello la Casa delle Pleiadi volle dire la sua anche nel Campionato del Mondo di Rally (tra gli anni 1980 e 1989): il Subaru Rally Team nipponico era guidato da Noriyuki Koseki (fondatore del reparto corse Subaru STI) e prese parte alle competizioni con una Leone berlina turbo RX e una DL. Talvolta questa vettura è stata guidata da piloti come il finlandese Ari Vatanen, lo svedese Per Eklund o il kenyota Shekhar Mehta.
Ora che ci penso, mi piacerebbe entrare nel mondo del Rally. E a voi?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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