Oggi voglio parlare con voi di una bellezza italica sia dal punto di vista meccanico che del design. Sì, perché l’argomento odierno è Alfa Romeo Junior Zagato.
Piccolo antefatto: il 31 dicembre 1966 aveva chiuso i battenti la Carrozzeria Touring. Ve lo ricordate, vero? Venendo meno questo fondamentale aiuto alla Casa del Biscione, Giuseppe Luraghi si rivolse alla Zagato per la produzione di sportive in piccole serie. E vorrei anche ricordare che si tratta di un’auto prodotta dalla Casa del Portello tra il 1969 e il 1975.
Insomma, si sarebbe prodotta in blocco l’erede della Scarabeo, partendo dalla meccanica della Giulia. Il suo disegno fu merito di Ercole Spada e venne presentato alla stampa il 27 ottobre del 1969 nel Museo Biscaretti, per essere esposta al pubblico il giorno successivo a Torino durante il Salone Internazionale dell’Automobile. Parlo di una coupé prodotta in 1510 esemplari. Il motore e la meccanica erano recuperati dall’Alfa Romeo GT Junior. I fanali anteriori erano protetti da una lastra di plexiglas, al fine di migliorare la resa aerodinamica.
Il propulsore era un 4 cilindri in linea dotato di due carburatori Weber 40 DCOE 28. I cilindri erano montati su due alberi a camme in testa con 2 valvole per cilindro. Tale motore sprigionava una potenza di 89 Cavalli autentici del Portello a 6000rpm. Il cambio era manuale a 5 rapporti ed era montato su una trasmissione a trazione posteriore. Tutto ciò permetteva alla Junior Zagato di raggiungere la velocità massima di 175 chilometri orari (nella versione con cilindrata di 1290 cc) e di 190 km/h (in quella con cubatura di 1570 cc).
Certo, l’attuale SUV Junior non c’entra nulla con la Junior Zagato, di cui ho parlato fin ora. L’unico aspetto che mi interessa del lancio nel mercato del nuovo SUV Junior è il relativo video promozionale. Trovo geniale il fatto che il Responsabile Marketing dica «vendimi quest’auto». O meglio, non la domanda in sé ma le risposte che ne danno i due interlocutori. L’uomo parla come una scheda prodotto, snocciolando i dati tecnici (e finendo per incartarsi). La donna invece riporta il capo a una forte emozione «quand’è stata l’ultima volta che ti sei innamorato»? Con la risposta che ella medesima offre, lei non si riferisce solo all’auto ma all’esperienza stessa dell’emozione vissuta. Il concetto è semplice e immediato: se vuoi innamorarti ancora, allora «dovresti provarla». Cioè, dovresti guidare questa macchina.
E noi, a tutt’oggi, siamo qui a parlare di Alfa Romeo Junior, perché non sappiamo se darle il nome della Madonnina. Ma a me fa molta più specie il fatto che si sia dato un nome tanto glorioso a un SUV. E secondo voi?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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Un pensiero su “Alfa Romeo Junior Zagato: prima di Milano”
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