La Celica è una coupé prodotta dalla Toyota Motor Company a partire dal 1970 e fino al 2005. Pensate che in 35 anni di storia questa nipponica si è costruita un pedigree di ben 7 generazioni. La prima serie è stata prodotta fra il 1970 e il 1977. Era offerta in 2 versioni: una 1.6 e l’altra 2.0. Su richiesta erano disponibili gli allestimenti GT. La sua carrozzeria era una chiara eco americaneggiante alle analoghe d’Oltreoceano degli Psichedelici Anni ’70 del XX Secolo. Tanto da meritarsi il soprannome di Japanese Mustang.
La seconda generazione è stata in produzione fra il 1978 e il 1982. La terza tra il 1982 e il 1986. La quarta è vissuta tra il 1985 e il 1989. È grazie a questa generazione che ha visto la luce il modello GT4. Proprio per merito del motore 3S-GTE di questo modello Carlos Sainz vinse il primo titolo mondiale di Rally. Il primo per la casa nipponica intendo. Tornando a bomba, la quinta (1989-1994) era un’evoluzione del modello Celica. Ciò consentì a Toyota di entrare a pieno titolo nel Campionato Mondiale di Rally con la ST 185 RC. Questa Rally Car fu costruita in 5000 esemplari, al fine di ottenere l’omologazione per il Gruppo A. Nel Belpaese era nota con il nome di Carlos Sainz Limited Edition. La sesta (1994-1999) aveva trazione integrale permanente. Il motore (Celica GT-Four) aveva una cilindrata di 1998 cm³ ed era sovralimentato da una turbina. Grazie alla quale sprigionava una potenza complessiva di 242 CV. La settima (vissuta fra il 1999 e il 2005) era offerta in 2 versioni. Ambedue dotate di motore aspirato con cubatura di 1800 cm³, trazione anteriore e cambio a 6 marce. Il propulsore della versione VVT-i sprigionava la bellezza di 143 CV. Quello TS della versione VVTL-i invece lanciava 192 CV allo stato brado. Tutto ciò per merito di un sistema di variazione di fasatura e di profilo degli alberi a camme.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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Un pensiero su “Toyota Celica: 7 generazioni di Sol Levante”
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