Sì, perché Lotus Europa era una coupé GT con due porte e il motore messo in posizione centrale, prodotta dalla Casa Lotus fra il 1966 e il 1975. Si arrivò alla cifra ragguardevole di 9.300 esemplari prodotti per questo modello. Ciò che non sapevo (e che mi sembra interessante) è il fatto che nel 2006 la Casa del Loto di Hethel riprese il celebre nome per un modello derivato dalla piattaforma della Lotus Elise, ossia la Europa S. Purtroppo però l’operazione commerciale non riscosse lo stesso successo ‒ e il relativo modello uscì di produzione nel 2010. Ma di questo parlerò dopo.
Ma non vorrei mettere troppa carne al fuoco ‒ e preferisco cominciare, parlando del modello iconico. Nel 1963 il Direttore della Lotus Engineering, Ron Hickman, abbozzò alcuni disegni, in cui propose un’auto da competizione per la Ford. Ma gli fu preferito il progetto di Lola Racing Cars. La scelta del progetto dipese dalla scelta di Colin Chapman del progetto che portava il nome Lotus, rispetto a quello di Ron, che invece portava il nome Ford. Il progetto di design aerodinamico di Hickman aveva comunque il beneficio di presentare un coefficiente aerodinamico di 0,29 (ancora oggi notevole).
In principio Lotus Europa avrebbe dovuto prendere il posto di Lotus 7, che in realtà restò in produzione fino al 1973. Alla fine si arrivò a una soluzione progettuale simile a quella di Lotus Elan. Mi riferisco al backbone chassis, ossia un telaio costituito da un portante centrale in acciaio a sostegno del motore e delle sospensioni, con all’interno la trasmissione. La carrozzeria era formata da pannelli in fibra di vetro incollati al telaio. Lotus Europa nacque su un prototipo realizzato per Henry Ford II, che voleva un’auto che competesse alla 24 Ore di LeMans (nei primi Anni Sessanta del Secolo scorso). Lotus Europa fu realizzata, perché rispecchiasse in toto la filosofia del fondatore della Casa di Hethel, in merito al design delle auto: «Semplificare. Quindi, aggiungere leggerezza».
Hethel presentò Lotus Europa S durante il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra del 2006. Alla base c’era l’idea del telaio in estrusi della Lotus Elise, ma stavolta era dotata di un motore di 2 litri turbo di origine Opel, che sprigionava una potenza di 197 Cavalli, con una coppia massima di 272 Newtonmetri, e che andava da 0 a 100 km/h in 5,8″, raggiungendo la velocità massima di 230 chilometri orari.
Durante il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra del 2008 fu presentata una versione rivista e migliorata della Lotus Europa, ossia la Lotus Europa SE. Il motore fu potenziato per erogare fino a 255 Cavalli imbizzarriti di potenza; gli interni furono più curati e meglio rifiniti. Da ultimo furono adoperati i cerchi in lega, dotati di un disegno più aggressivo. Tutte queste migliorie però non sortirono l’effetto sperato. Così nel maggio del 2010 terminò la produzione della riedizione di Lotus Europa.
E voi, qual è il vostro classico, che avete tentato di riproporre, ma che non ha retto alla prova del tempo?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
Juan Vedi tutti gli articoli di Juan
3 pensieri su “Lotus Europa: la seconda non ha retto alla prova del tempo”
3 pensieri su “Lotus Europa: la seconda non ha retto alla prova del tempo”