Non pensate che io sia un parruccone melanconico, che parla solo delle gloriose vetture del Cav. della Bellezza ‒ per favore. E non crediate nemmeno che sono un nostalgico con manie di autolesionismo, ogni volta che torno col pensiero alle geniali creazioni della Casa del Biscione. Sì, lo ammetto: sono melanconico e nostalgico, ma non parruccone: i capelli sono ancora i miei (non ho ancora fatto trapianti, né indosso il parrucchino). Ma oggi parlo di un’auto nata poco meno di 30 anni fa, cioè la Fiat Barchetta (o “barchetta”, come preferiscono i puristi ‒ espressione che le dà forse anche un vezzo un po’ nobiliare).

Fiat Barchetta: come nasce?
Fiat Barchetta era una spider prodotta dal Lingotto tra il 1994 e il 2005, dopo che la Casa Agnelli era stata assente per parecchio tempo da questo segmento di mercato. Il disegno della Barchetta fu iniziato dal greco Andreas Zapatinas, che già nel 1990 aveva fatto alcuni schizzi ispirandosi alla Ferrari 166 MM, e terminato da Alessandro Cavazza. Non mi riesco a spiegare come si sia riusciti, partendo dal disegno di una Ferrari, ad arrivare a due progetti antitetici. Il Centro Stile Fiat infatti dovette scegliere tra il progetto Diavola (sì, proprio il nome della pizza piccante), cioè una realize della Fiat Coupé, e il progetto Marinara (certo, è proprio il nome della pizza rossa), che è poi quello che aveva davvero ispirato le linee che tutti oggi conosciamo.
Fiat Barchetta: chi è?
Il punto di partenza fu il telaio della Fiat Punto accorciato (scusate il gioco di parole), sul quale venne montato un motore di 1747 cc a 16 valvole, che sprigionava una potenza di 130 CV a 6300 rpm (o giri/min. se preferite), condiviso con la Fiat Coupé e con la versione HGT della nuova Fiat Punto (prodotta a partire dal 1999). Una delle principali caratteristiche di Fiat Barchetta era il variatore di fase montato sull’albero a camme, che consentiva un anticipo di apertura delle valvole, ottenendo così un miglior rapporto tra potenza, coppia ed emissioni. Il motore così ottenuto permetteva di raggiungere una velocità massima superiore ai 200 chilometri orari, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 9″ scarsi.
E voi, anche voi avete vezzi da puristi, o nobiliari (se preferite) ‒ o piuttosto qualche mania snob?
Juan
L’immagine della Fiat Barchetta, della quale è qui proposta la vista frontale in apertura del presente post, è gentilmente concessa da M 93 – Opera propria, CC BY-SA 3.0 de, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15391404 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_Barchetta#/media/File:Fiat_Barchetta_%E2%80%93_Frontansicht,_3._Juni_2011,_W%C3%BClfrath.jpg nelle dimensioni originarie di 2868 X 1479 pixel, che è stato copiato nelle medesime dimensioni, incollato e pubblicato su questo blog, nel presente post.
L’immagine, che offre la vista posteriore della Fiat Barchetta, è gentilmente concessa da CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=351713 in licenza Creative Commons ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_Barchetta#/media/File:Fiat_Barchetta_black_hl.jpg nelle dimensioni originarie di 2171 X 1126 pixel, che è stata copiata nelle medesime dimensioni, incollata e pubblicata su questo blog, nel presente post.
L’immagine, che offre la vista del motore della Fiat Barchetta, è gentilmente concessa da Tennen-Gas – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6284117 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_Barchetta#/media/File:Fiat_Barchetta_002.JPG nelle dimensioni originarie di 1020 X 680 pixel, che è stata copiata nelle medesime dimensioni, incollata e pubblicata su questo blog, nel presente post.

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