Oggi faccio una cosa insolita nelle discussioni che sviluppo in questo spazio. L’argomento odierno infatti è il motore V6 Busso dell’Alfa Romeo.
di Phil – originally posted to Flickr as Alfa Romeo GTV6 engine bay, soggetto: Alfa Romeo V6 engine, descrizione: 2,5 litri V6 su Alfetta GTV6, dimensioni originarie: 3456x2592px, su Licenza: CC BY-SA 2.0, Dettagli dell’autorizzazione Questa immagine, in origine caricata su Flickr, è stata caricata su Commons tramite Flickr upload bot il 22 dicembre 2009, 15:59 da Typ932. A quella data l’immagine era disponibile su Flickr sotto la licenza indicata di seguito. Questo file è disponibile in base alla licenza Creative CommonsAttribuzione-Condividi allo stesso modo 2.0 Generico Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera di modificare – di adattare l’opera Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso. condividi allo stesso modo – Se remixi, trasformi o sviluppi il materiale, devi distribuire i tuoi contributi in base alla stessa licenza o compatibile all’originale., nome file: Alfa Romeo GTV6 engine bay.jpg, file creato in data: 5 dicembre 2009, e caricato il: 22 dicembre 2009, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Alfa_Romeo_V6_Busso#/media/File:Alfa_Romeo_GTV6_engine_bay.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8807551
V6 Busso: un po’ di storia
Sto parlando di una famiglia di motori a benzina coi 6 cilindri disposti a V di 60°. Questo tipo di motore è stato prodotto fra il 1979 e il 2004. Alfa Romeo doveva creare un propulsore con cilindrata e potenza maggiori di quello che era stato usato sulla Alfa 6. Al Biscione si ricordavano bene i trascorsi (Anni ’50 del XX Secolo) che avevano avuto col 6 cilindri in linea. Quello aveva evidenziato problemi torsionali dell’albero a gomiti. A causa dei quali si erano ottenute minori prestazioni rispetto a quelle attese. Ecco perché l’Ing. Giuseppe Busso suggerì di sviluppare un motore coi cilindri disposti a V. Ottenendo così due vantaggi: un minor ingombro e un propulsore più facilmente collocabile nel vano motore. Soluzione analoga a quella adottata 20 anni prima da De Virgilio su Lancia Aurelia (1950). Pensate poi che le premesse di questo capolavoro hanno attraversato la crisi petrolifera. Il relativo progetto fu infatti sospeso nel 1974 (guerra del Kippur) e ripreso nel 1978 (proprio con l’Alfa 6).
Si tratta di un V6 aspirato a benzina tra i migliori della sua categoria. Per EVO Magazine questo V6 è lo stradale con le migliori sonorità che sia mai stato realizzato. Per questo motivo il V6 Busso era noto anche come il violino di Arese. L’esito fu tale, che la stessa soluzione fu adottata su vetture della Galassia Fiat, come le Lancia Thema, Thesis, K e Fiat Croma. E non solo. Ma anche sul fuoristrada Rayton Fissore Magnum. E sulle sportive Ultima GTR e Hawk HF Series (replica con telaio tubolare di Lancia Stratos). Sulla DAX e la Gillet Vertigo sports car.
E voi, qual è il più bel strumento musicale che avete mai avuto e suonato?
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Nessun autore leggibile automaticamente. Toshi 156 presunto (secondo quanto affermano i diritti d’autore). – Nessuna fonte leggibile automaticamente. Presunta opera propria (secondo quanto affermano i diritti d’autore)., descrizione: Description: Alfa164 DOHC24V Engine(Q4) Source: Toshi_156 Auther: Toshi_156, dimensioni originarie: 485x359px, sulla base della Licenza: CC BY 2.5, il nome del file è: Alfa164 DOHC24V Engine.jpg, file creato e caricato in data: 5 ottobre 2006 (data di caricamento originaria), la foto è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Alfa_Romeo_V6_Busso#/media/File:Alfa164_DOHC24V_Engine.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1248338
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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