Lo sapete benissimo che mi piace molto parlare di concept. Quindi, avete capito che l’argomento di oggi è Alfa Romeo Scarabeo. Il motivo per cui voglio parlarne lo capirete poi, se avrete la pazienza di leggere questo post fino alla fine.
Questo concept è stato progettato da Giuseppe Busso e Orazio Satta Puliga. La sua carrozzeria è stata progettata da Sergio Sartorelli. Una volta che il progetto sull’Alfa Romeo Tipo 33 venne traslato sull’Autodelta, Busso si accordò con Satta Puliga per una nuova sportiva con motore posteriore. Si scelse di usare lo stesso telaio dell’Alfa Tipo 33. Ma questo futuro modello doveva essere più leggero di quelli fino ad allora prodotti. Si adottò dunque il 4 cilindri in linea della GTA, montato in posizione trasversale posteriore. Grazie alle linee alquanto aerodinamiche, l’auto raggiungeva la velocità massima di 200 km/h. Di questo concept fu realizzato un secondo prototipo dal design più semplificato e un terzo di tipo barchetta. Quest’ultimo però restò non finito. Ma il suo progetto fu d’ispirazione per l’Autodelta e per la Junior Zagato.
E voi, qual è il vostro progetto non finito? oppure, quale vostro progetto non ultimato è stato d’ispirazione per altri successivi sviluppi?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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2 pensieri su “Alfa Romeo Scarabeo: concept d’ispirazione”
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