Mi riferisco all’ultima dream car prodotta a partire dall’Alfa Romeo 33 Stradale. Essa deve il suo nome all’omaggio reso dal Portello alla celebre tribù di nativi nordamericani. Il suo telaio fu allungato fino a 2430 mm, allo scopo di montarvi sopra una carrozzeria in fibra di vetro. il peso complessivo dell’auto (a vuoto) è infatti di soli 870 kg. Secondo la moda degli Psichedelici Anni ’70 del Secolo Breve, la carrozzeria aveva un profilo molto cuneiforme. Nel senso del cuneo. Non dell’alfabeto. Un dettaglio secondo me degno di nota. Lo scudetto del Biscione stavolta non è realizzato su una piccola piastra (poi allocata in centro al trilobo). Ma è disegnato in modo stilizzato su un adesivo incollato sul muso del cofano anteriore. Se volete i dettagli tecnici, credo che li possiate trovare all’interno del Museo Alfa Romeo di Arese. Oppure nelle schede tecniche dentro il sito web della Casa del Portello.
di Brian Snelson – originally posted to Flickr as 1976 Alfa Romeo Navajo, soggetto: 1976 Alfa Romeo Navajo, dimensioni originarie: 3651x2010px, su Licenza: CC BY 2.0 Dettagli dell’autorizzazione Questa immagine, in origine caricata su Flickr, è stata caricata su Commons tramite Flickr upload bot il 10 luglio 2009, 10:06 da Liftarn. A quella data l’immagine era disponibile su Flickr sotto la licenza indicata di seguito. Questo file è rilasciato con licenza Creative CommonsAttribuzione 2.0 Generico Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera di modificare – di adattare l’opera Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso., nome file: 1976AlfaRomeoNavajo.jpg, file creato in data: 5 luglio 2009, e caricato 5 giorni dopo, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Alfa_Romeo_33_Bertone_Navajo#/media/File:1976AlfaRomeoNavajo.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7267874
Alfa Romeo 33 Bertone Navajo: origini
So per certo di non essere (io) un puro sangue. Così come so per certo di non avere (io) origini Navajo. Ma è possibile che (io) abbia qualche origine Que’Chua. Già… Peccato che la mia presunta popolazione d’origine sia celebrata da un marchio sportivo translapino. E non da un’automobile. E poi c’è troppa lontananza tra le due etnie indie. Ecco il motivo per cui non posso avere relazioni famigliari coi nativi nordamericani.
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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