Ettore Bugatti: il genio italico dell’auto d’Oltralpe

Ettore Arco Isidoro Bugatti nasce e cresce in una famiglia di artisti. Basti pensare che suo padre, Carlo, era un importante ornatista (oggi si direbbe designer) di mobili e gioielli in stile floreale. In questo contesto, assai stimolante dal punto di vista culturale, nasce il profondo convincimento di Ettore che l’atto creativo debba essere manifestazione e coronamento della personalità – non mero metodo di guadagno e di arricchimento personale.

Il principio elementare: il peso è nemico della velocità

La sua avventura inizia nella metà degli Anni ’90 del XIX Secolo e si sviluppa e consolida grazie ai giusti finanziatori (tra i quali si annoverano i c.ti Gulinelli, il b.ne Eugène de Dietrich, e il giovane imprenditore di Salisburgo, Emile Mathis). Dopo numerosi felici investimenti, Bugatti progetta e costruisce in proprio la Type 10, ossia la concorrente diretta della italiana Isotta Fraschini FE del 1908. Ettore realizza un principio elementare: il peso è nemico della velocità. Dunque, questa vettura pesa solo 300 kg, per una cilindrata di 1100 cc ‒ una vera rivoluzione per l’epoca.

Ettore Bugatti: la conservazione e l’innovazione

Il 15 dicembre del 1909 Ettore Bugatti interrompe le relazioni con la Deutz AG di Colonia e ‒ stabilitosi in Alsazia ‒ fonda la sua impresa di automobili a Molsheim. E fa crescere l’azienda, tenendo fede a due pilastri: conservazione e innovazione. Ettore Bugatti è conservatore, perché vuole che le sue auto mantengano invariate alcune soluzioni tecniche nel corso degli anni; ma è anche innovatore, in merito all’adozione di altre soluzioni tecniche al tempo ancora non diffuse, come la distribuzione plurivalvole (rispetto alle allora diffuse 2 valvole per cilindro).

Ettore Bugatti: tra design, prestazioni e primati

Le automobili di Ettore Bugatti, però, sono e restano pur sempre opere d’arte, creazioni uniche dotate di design assai raffinato e prestazioni di altissimo livello. Negli Anni ’20 del XX Secolo la Type 35 vince il Gran Premio di Monaco e con 2.000 vittorie ottiene il primato (tutt’ora insuperato) nella storia delle competizioni automobilistiche, e fa entrare la Casa italo-francese nel mito.

Ettore Bugatti: la crisi del 1929 e l’Autorail

Nella seconda metà degli Anni ’20 Ettore Bugatti lavora e si impegna nella realizzazione di una vettura nel segmento Luxury, la Bugatti Royale. L’obiettivo del genio italico è quello di emulare e superare le già prestigiose Rolls-Royce e Maybach. Ma la crisi del 1929 si abbatte anche sulla Casa di Molsheim, che vende solo 3 esemplari dei sei prodotti. Per trarre vantaggio dalla condizione in cui si trova, Ettore Bugatti ricicla i giganteschi motori, per realizzare l’Autorail, il primo treno ad alta velocità (progenitore del TGV).

Ettore Bugatti: parabola discendente

Purtroppo la parabola del precoce genio Milanese di Molsheim inizia a declinare con la morte del figlio, Jean, avvenuta nel 1939 durante il collaudo della Bugatti Tipo 57. Non solo. Ma durante la Seconda Guerra Mondiale la fabbrica viene occupata dalle truppe tedesche. A Ettore Bugatti non rimane che vendere sua sponte l’Azienda ‒ alla metà del suo valore reale.

Ettore Bugatti: Automotive Hall of Fame

Non tutte le fiabe finite male, però, hanno un esito peggiore: dal 2000 il nome di Ettore Bugatti è entrato a pieno titolo nell’Automotive Hall of Fame.

E voi, qual è stato il momento in cui avete sentito di aver toccato il culmine?

Juan

L’immagine del ritratto di Ettore Bugatti è gentilmente concessa da Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1246549.

L’immagine della Sede della Bugatti Automobiles SAS, a Molsheim, è gentilmente concessa da https://successstory.com/companies/bugatti.

L’immagine della Bugatti Type 35 è gentilmente concessa da Lars-Göran Lindgren Sweden – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1348844.

L’immagine della Bugatti Royale è gentilmente concessa da Bugattist at Dutch Wikipedia – Transferred from nl.wikipedia to Commons., Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1782991.

L’immagine della Bugatti Tipo 57 è gentilmente concessa da CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=834037.

L’immagine dell’Automotive Hall of Fame è gentilmente concessa da http://www.wikiwand.com/en/Automotive_Hall_of_Fame.