Alfa Romeo 33 Stradale

Tanto per non parlare sempre delle stesse solite cose, oggi discuterò con voi di una fuoriserie, ossia l’Alfa Romeo 33 Stradale. Ne parlo non perché ne siano stati prodotti solo 18 esemplari, ma perché questo modello appartiene a una nobile famiglia di successi della Casa del Portello, quali l’Alfa Romeo 33 Bertone Carabo e l’Alfa Romeo Iguana. Se non mi credete, guarda voi stessi quali sono state le dirette concorrenti di questo capolavoro: mi riferisco alla Ford GT 40 e alla Lamborghini Miura.

Alfa Romeo 33 Stradale: la meccanica

Il motore di 1995 cc è collocato in posizione centrale: si tratta di un V8 con alesaggio di 78 mm e corsa di 52,2 mm. Per l’epoca l’Alfa Romeo 33 Stradale era un vero gioiello della tecnologia, costruita tutta in alluminio e magnesio. Pensate che era dotata di un impianto di iniezione meccanica indiretta (lo Spica) con doppia pompa di benzina elettrica e lubrificazione a carter secco. Questa meraviglia è stata realizzata in due versioni: una da competizione, con il propulsore che erogava una potenza di 270 CV a 9600 giri/min, e una versione stradale con la potenza limitata a 230 CV a 8800 giri/min.

Alfa Romeo 33 Stradale: la bellezza necessaria

Questo gioiello fu presentato sul Circuito di Monza in anteprima mondiale durante le manifestazioni motoristiche che girano intorno al Gran Premio d’Italia, e poche settimane dopo al Salone dell’Automobile di Torino del 1967. La vettura fu disegnata da Franco Scaglione e costruita dalla Carrozzeria Marazzi. Credo sia importante ricordare che questa vettura è menzionata spesso dagli addetti del mestiere per essere stata la prima con le portiere ad apertura verticale. Mi limito a osservare che la linea non risente affatto di più di 50 anni di storia dalla nascita di quest’opera d’arte. Ci sarà un motivo, se l’Alfa Romeo 33 Stradale è giudicata come una delle auto più belle di tutti i tempi ‒ o no? Questo capolavoro, l’Alfa Romeo 33 Stradale, è così bello ancora oggi, che è spesso citato come esempio di ideale bilanciamento tra la meccanica assai fine e lo stile che la ricopre, in un equilibrio che si può esprimere con una frase cara alla Casa del Portello: La bellezza necessaria.

E voi, quali sono per voi i criteri della bellezza necessaria?

 

Juan

 

 

L’immagine dell’Alfa Romeo 33 Stradale, parcheggiata davanti a Villa d’Este e proposta in apertura del presente post, è gentilmente concessa da https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6437668046902476800/?commentUrn=urn%3Ali%3Acomment%3A(activity%3A6437668046902476800%2C6437985034904363008).

L’immagine dell’Alfa Romeo 33 Stradale, parcheggiata sull’erba e orientata verso il lato sinistro dello schermo, è gentilmente concessa da CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=477441 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Alfa_Romeo_33_Stradale#/media/File:1968-Alfa-Romeo-33-Stradale.jpg nelle dimensioni originarie di 1200 x 551 pixel, ed è stata scaricata nelle dimensioni ridotte di 640 x 294 pixel attraverso l’opzione presente sulla pagina stessa, e pubblicata su questo blog, nel presente post.

L’immagine, che offre la vista posteriore del prototipo dell’Alfa Romeo 33 Stradale, è gentilmente concessa da CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=477443 ed è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Alfa_Romeo_33_Stradale#/media/File:1968-Alfa-Romeo-33-Stradale-Rear-Red-st.jpg nelle dimensioni originarie di 1024 x 607 pixel, ed è stata scaricata nelle dimensioni ridotte di 640 x 379 pixel attraverso l’opzione presente sulla pagina stessa e pubblicata su questo blog, nel presente post.