Oggi voglio parlare con voi di un mio profondo dispiacere. Sì, talvolta anch’io mi rattristo. Il motivo è che la Casa fondata dal Cavaliere della Bellezza tra il 1989 e il 1999 ha prodotto Lancia Dedra nei due stabilimenti di Chivasso e in quello Fiat Rivalta (vicino a Mirafiori).
Il pianale su cui è nata Dedra è lo stesso delle Fiat Tipo e Tempra, dell’Alfa Romeo 155 e della seconda serie della Lancia Delta. Il motivo di tale scelta è che Fiat voleva creare quattro vetture di classe media risparmiando sui costi di produzione in scala. Dunque, ora si capisce perché Lancia Dedra ambisse a un mercato di fascia media ‒ ben lungi dalle ambizioni originarie del suo nobile fondatore. Ma si sa, purtroppo dopo l’ingresso della Casa di Chivasso nella Galassia Agnelli, Lancia è diventata il marchio dell’auto di lusso per i povery e i morti di fame (non so perché, ma ho come la vaga impressione che mi stiate fissando tutti).
La Dedra fece il suo debutto nell’aprile del 1989. Certo, la qualità complessiva non era al livello di Lancia Thema (il cui restiling era stato commercializzato solo un anno prima), né la vettura poteva competere col successo commerciale della prima serie della Delta (merito soprattutto degli ottimi risultati nei campionati di rally) e ancora meno col successo di vendite della Y10 (distribuita in Italia col marchio Autobianchi). Ma le sue ambizioni erano di tutto rispetto, se si considera che era chiamata a raccogliere il testimone della Lancia Prisma (invecchiata troppo presto, anche se aveva permesso a Lancia di riguadagnare una voce autorevole nel mercato delle berline medie a tre volumi). Ma questo compito fu un impegno molto oneroso per Dedra.
E voi, qual è stata nella vostra vita la volta in cui ritenete di non essere stati all’altezza delle attese?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Lancia Dedra: caduta di stile”