Ho visto il film Ferrari. A differenza di quello su Lamborghini, l’ho trovato più difficile da analizzare. Perché non mi è risultato di immediata comprensione. Ma bando alle ciance.

Ferrari: errori concettuali
Consentitemi una piccola premessa. Per me è evidente che si tratti di una pellicola concepita al di là dell’Atlantico, perché il personaggio di Enzo usa il termine team invece che Scuderia. Il film contiene poi un errore concettuale. Mi riferisco al momento in cui il giornalista statunitense si rivolge a Ferrari chiamandolo “Sua Altezza”. Allora il pilota de Portago chiede: “quale Altezza”? Sua Altezza infatti è il titolo di riguardo che si riserva al Principe. Al (Cav.) Comm.ore e al M.se ci si rivolge semmai col titolo di Sua Eccellenza. Ma capisco che tale svista possa essere compiuta su una pellicola nata negli Stati Uniti (e pensata per quel mercato). Perché quella terra è permeata dallo spirito egualitario, per il quale è indifferente il lignaggio famigliare. Semmai l’unico titolo corretto è quello concesso alla moglie del Drake, che viene appellata come Donna Laura. Dal punto di vista araldico, infatti, la donna coniugata è D.na (seguito dal nome proprio).
Ferrari: il cinismo di Enzo
Non vi faccio il riassunto della pellicola, per non rovinarvi la bellezza della visione di quest’opera. Quindi, in ossequio a tale principio farò alcune riflessioni, sperando di solleticare la vostra curiosità. Sono rimasto colpito dal cinismo con cui Enzo, avendo appena assistito alla morte di Castellotti, assume de Portago per rimpiazzarlo. Dopotutto, Alfonso de Portago si era presentato sua sponte al Drake. Che non lo aveva minimamente considerato. È l’identico cinismo che ho visto nel momento in cui il Comm.ore riceve la squadra di giornalisti. Congeda senza mezzi termini coloro che hanno minato la sua immagine con i loro articoli. Idem dicasi quando Enzo concorda col giornalista Rancati l’articolo sull’accordo con John Henry Ford II in cambio dell’esclusiva sulla propria vita privata. Lo stesso comportamento cinico emerge quando Lina fa presente al Drake che il loro figlio Piero non ha ancora una identità famigliare definita. A tal proposito lei sottopone il caso dell’imminente Cresima del figlio. In un primo momento lui propone di rimandare la circostanza del Sacramento. Ma poi risponde con un secco: «di’ che ha perso la Fede».
Ferrari: l’oration picciola di Enzo
Devo però ammettere che il personaggio di Enzo è dotato di una fortissima capacità oratoria. Ciò emerge con chiarezza secondo me, quando il Comm.ore pranza coi piloti della Scuderia. Al culmine della sua oration picciola il Drake dice: «questa è la nostra passione letale». Al fine di coinvolgere e stimolare sempre di più i piloti a vincere. Portando gli atleti a immedesimarsi con l’obiettivo del Comm.ore medesimo.
Ferrari: le emozioni di Enzo
Ci sono poi momenti in cui Enzo vive le proprie emozioni. Ma senza farle in alcun modo interferire col lavoro. Il primo è all’inizio: quando va al cimitero, per far visita alla tomba del figlio Dino. L’altro momento in cui ciò mi risulta chiaro è quando si reca al Teatro Comunale. Con questo espediente il film unisce i due flashback. Quello di Enzo e quello di sua moglie. Laura ricorda quando erano giovani, ancora innamorati e avevano il piccolo Dino che li univa. Enzo invece ricorda quando, durante il Secondo Conflitto, la sua impresa era stata bombardata. In quel momento Lina gli aveva fatto visita fra le macerie, per dirgli che era rimasta incinta.
Ferrari: il cowboy solitario e l’eroe ideale
C’è poi il tema del cowboy solitario, tanto caro al cinema nordamericano. Mi riferisco al momento della Mille Miglia. Gara nella quale de Portago – a furia di superare tutti – si trova a cavalcare solitario sul suo Cavallino Rampante verso la meta. Fino al tragico miglio 21. Contro il quale ceppo miliare il pilota si schianta e muore. Così si può parlare del tema del cowboy che cavalca solitario verso l’infinito (del tramonto). In quanto il tragitto della gara è non-finito. Visto che il pilota medesimo non ha potuto concludere la gara. Dunque ecco ripresentarsi un altro tema a me caro: l’eroe ideale muore, affinché l’antieroe possa vincere1. Solo allora la figura eroica di de Portago si erge ai miei occhi in tutta la sua statura tragica, al cospetto dell’antieroe Ferrari che invece vuole vincere a tutti i costi2.
E voi, quand’è che, nella vostra vita, siete stati il più cinici possibile – pur di raggiungere l’obiettivo che vi eravate prefissati?
Juan
L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Neon – Extracted from https://digital.copcomm.com/i/1512183-winter-2024, page 136, descrizione: Il logo di Ferrari – film del 2023 diretto da Michael Mann, risoluzione originaria: 510x60px, su Licenza di: Pubblico dominio, nome file: Ferrari (2023 film) wordmark.svg, file creato nell’anno: 2023, e caricato il: 26 febbraio 2024, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrari_(film)#/media/File:Ferrari_(2023_film)_wordmark.svg
Le 4 foto del DVD del film Ferrari sono state realizzate da me tramite l’uso della fotocamera del mio smartphone OPPO Reno 13 FS 5G aventi le seguenti specifiche: processore: Snapdragon® 6 Gen 1 Mobile Platform, sistema operativo: ColorOS 15.0, sistema operativo piattaforma: Android 15, batteria: 5800 mAh, RAM: 12,0 GB + 12,0 GB, fotocamera frontale: 32 MP, fotocamera posteriore: 50 MP + 8 MP + 2 MP, display: 6,67″, focus: 1,8, 1/25, zoom: 3,96 mm, risoluzione immagine: 3072x4096px, le foto sono state poi caricate sul mio spazio Flickr, i rispettivi indirizzi sono riportati nelle opportune didascalie
- Da Jaguar a Diabolik su questo stesso blog ↩︎
- «solo i perdenti vogliono vincere sempre» su Lancia 037: il Rally 1983 e la chimera italica qui su questo stesso blog ↩︎





grazie mille @robertofontana1991,
per aver apprezzato il presente post su “Ferrari: il Cavallino e la Mille Miglia” che si trova su questo stesso blog di «HP-CV. L’auto che voglio» e che può essere letto in qualsiasi lingua grazie all’uso di un qualunque #traduttoreautomatico
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