Dodge Charger è una muscle car prodotta a partire dal 1966 e vanta un pedigree di ben 3 generazioni: la prima compresa fra il 1966 e il 1978; la seconda fra il 1981 e il 1987; l’ultima è in produzione e sul mercato a partire dal 2005.
La prima serie aveva la carrozzeria di una coupé fastback dotata solo di due porte, anche se l’abitacolo consentiva la capienza di 4 passeggeri. Il motore era un V8 (identificato con la sigla 318) di 5200 centimetri cubici, che montava un cambio manuale dotato di 3 rapporti. In opzione si potevano scegliere anche motori maggiori sia di dimensioni che di potenza (ad esempio l’Hemi V8 426). Nel 1968 fu introdotta la seconda versione di questa prima serie, dotata di un motore con 6 cilindri in linea e una cilindrata di 3700 cc. La terza realize di questa prima generazione fu presentata nel 1971, basata sulla stessa piattaforma, ma adeguata per soddisfare le nuove normative su emissioni e sicurezza.
La seconda generazione (nata nel 1981) venne prodotta fra il 1983 e il 1987 e aveva l’aspetto di una coupé sportiva dotata di due volumi con trazione anteriore. A dire il vero però questa serie non aveva più alcun nesso con le tre versioni della precedente generazione. Nel 2004 fu iniziata la produzione preprototipale della terza generazione (che invece è partita nel 2005): ossia, una berlina di grandi dimensioni, dotata di quattro porte. Questa serie monta attualmente la trazione posteriore e il motore Hemi V8. Nel 2011 è stata presentata la seconda versione di questa ultima (nonché attuale) generazione. Ma non ho notato particolari segni che mi sembrino degni di menzione.
E voi, qual è il vostro pedigree? ma soprattutto: quante generazioni conta il vostro pedigree?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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3 pensieri su “Dodge Charger: pedigree di 3 generazioni”
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