Lo so che mi volete fare il predicozzo perché il mio lato più debole è l’interesse (scarso) che nutro per il settore dei SUV. Ma oggi mi addentro comunque in questo mondo, perché voglio parlare del padre di Urus, ossia Lamborghini LM002.
LM002 è stato progettato, sviluppato e prodotto fra il 1986 e il 1993, quando la categoria SUV era ben ancora là da venire. Quindi, apparteneva ancora al segmento dei fuoristrada (gruppo a me più congeniale) dalle grandi dimensioni: 4,9 metri di lunghezza per 2 metri di altezza per più di 1 metro e 81 cm di altezza. Come ogni capolavoro di Sant’Agata Bolognese, di LM002 la serie è stata limitata a soli 301 esemplari prodotti. Questo fuoristrada montava un motore V12 con una cilindrata di 5167 centimetri cubici che sviluppava una potenza massima di 420 tori imbufaliti. Purtroppo all’epoca la categoria di pertinenza non offriva certo avanzati coefficienti aerodinamici (Cx). Per questo motivo (e anche per la scarsa capacità del serbatoio) i relativi consumi erano molto elevati (si parla di soli 5 km con 1 litro di benzina). Ma dalla sua LM002 aveva una velocità di punta di tutto rispetto per l’epoca (208 km/h), che consentiva di percorrere la fatidica distanza 0-100 chilometri orari in 7,8″. Dunque, come vedete, il padre di Urus è stato altrettanto illustre quanto il celebre super SUV del Toro.
E voi, siete orgogliosi della storia che vi ha generato?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
#hpcvlautochevoglio
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Un pensiero su “Lamborghini LM 002: il padre di Urus”
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