Smart Roadster: piccolo intenso sogno

Sì, lo so che ve ne siete accorti già da un pezzo. Ma non posso farci niente. Quindi lo ammetto pubblicamente: ho un debole per le sportive con due posti secchi. E infatti l’argomento di oggi è Smart Roadster.

di M 93 – Opera propria, soggetto: Smart Roadster Brabus, oggetto: Una Smart Brabus Roadster, dimensioni originarie: 2121x1110px, Licenza: CC BY-SA 3.0 de, Dettagli dell’autorizzazione Questo file è disponibile in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Germania. Tu sei libero: di condividere – di copiare, distribuire e trasmettere quest’opera di modificare – di adattare l’opera Alle seguenti condizioni: attribuzione – Devi fornire i crediti appropriati, un collegamento alla licenza e indicare se sono state apportate modifiche. Puoi farlo in qualsiasi modo ragionevole, ma non in alcun modo che suggerisca che il licenziante approvi te o il tuo uso. condividi allo stesso modo – Se remixi, trasformi o sviluppi il materiale, devi distribuire i tuoi contributi in base alla stessa licenza o compatibile all’originale., nome file: Smart Roadster Brabus – Frontansicht, 24. April 2011, Velbert.jpg, file creato e caricato in data: 24 aprile 2011, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Smart_Roadster#/media/File:Smart_Roadster_Brabus_%E2%80%93_Frontansicht,_24._April_2011,_Velbert.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15013753

Smart Roadster: il contesto

Ciò che mi sembra importante premettere è che quest’auto è rimasta in produzione solo dal 2003 al 2005. Eppure le sono bastati così pochi anni per entrare nell’immaginario collettivo. Soprattutto italico. Sapete già che Smart è nata dalla joint venture fra la casa di orologi elvetici Swatch e quella di automobili tedesche Mercedes-Benz, vero? La sua presentazione avvenne al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte del 1999, accanto alla sportiva Mercedes Benz SLR McLaren. L’anno dopo questa piccola sportiva ricevette il suo secondo battestimo al Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi. In tale occasione la vettura fu presentata con carrozzeria coupé.

di Designez di Wikipedia in inglese Later versions were uploaded by Wackymacs at en.wikipedia. – Trasferito da en.wikipedia su Commons., soggetto: Smart Roadster Coupe, oggetto: Vista di una Roadster-Coupé, dimensioni originarie: 1063x617px, Licenza: Pubblico dominio, nome file: Dsc03218.jpg, file creato in data: 29 aprile 2006, file caricato in data: 26 marzo 2007, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Smart_Roadster#/media/File:Dsc03218.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1843560

Smart Roadster: come si presentava?

La Roadster era una sportiva di ridotte dimensioni con un passo di appena 2,36 m. E già qui c’è un notevole recupero della tradizione. Infatti, essa era costruita con la stessa filosofia delle compatte inglesi degli Anni 50-60 del XX Secolo. Cioè, con un motore di ridotta cubatura e il corpo vettura che fosse il più leggero possibile. Le dimensioni in questo caso però ponevano un serio problema di stabilità. Si scelse dunque di adottare una soluzione analoga a quella della Fiat X1/9. Cioè, una carrozzeria di tipo targa col motore in posizione centrale. Anche se, a dire il vero, alla fine si optò per una posizione posteriore centrale.

di Arpingstone – Opera propria, soggetto: 2004 Smart Roadster in Chipping Sodbury, Bristol, England. Taken by Adrian Pingstone in July 2004 and released to the public domain., dimensioni originarie: 1500x1071px, Licenza: Pubblico dominio, nome file: 2004.smart.roadster.arp.jpg, file creato in data: 19 luglio 2004 (secondo i dati Exif), file caricato in data: 6 marzo 2005, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Smart_Roadster#/media/File:2004.smart.roadster.arp.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=71116

Smart Roadster: chi era?

Prima dicevo: recupero della tradizione e filosofia inglese. Di fatti, la Roadster fu costruita seguendo il pensiero che fino a quel momento era stato proprio solo della Lotus. Ve lo ricordate lo slogan della Casa di Hethel «Light is Right». Vero? Il motore non doveva essere troppo potente. Ma ciononostante doveva garantire prestazioni brillanti per merito del rapporto peso/potenza. L’avantreno era a ruote indipendenti con sospensioni di tipo MacPherson e barra antirollio. IL retrotreno invece presentava un ponte de Dion. I freni a disco anteriori infine erano autoventilanti. Mentre quelli al posteriore erano a tamburo. All’inizio si era preso il tricilindrico M160 già usato per la CityCoupé, la cui cilindrata era stata aumentata a 698 cc. Il quale era stato provvisto di turbocompressore con tanto di intercooler. In tal modo la vettura poteva sprigionare un potenza massima di 82 Cavalli. Certo, la potenza non era eccessiva, ma le ridotte dimensioni permettevano alla piccola sportiva di esprimersi in modo brillante. L’unico limite di questa roadster era il cambio elettroattuato. Che nei tempi morti (necessari per il passaggio da una marcia all’altra) limitava il risultato complessivo delle prestazioni finali.

Il motivo per cui oggi vi volevo parlare di quest’auto è che mi ha sempre affascinato. E me la sarei anche già comprata, se non fossi stato un morto di fame. E voi invece: qual è il sogno ancorché piccolo che avete nutrito con più intensità?

Juan

L’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Rudolf Stricker – Fotografia autoprodotta, soggetto: Smart Roadster, dimensioni originarie: 1897x1073px, in base alla Licenza: CC BY-SA 3.0, Dettagli dell’autorizzazione Io, detentore del copyright su quest’opera, dichiaro di pubblicarla con la seguente licenza:, il nome del file è: Smart Roadster front 20070511.jpg, file creato in data: 11 maggio 2007, file caricato in data: 22 maggio 2007, la foto è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Smart_Roadster#/media/File:Smart_Roadster_front_20070511.jpg, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2091853

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