Prodotta fra il 1913 e il 1918, era conosciuta anche coi nomi di Lancia 25/35 HP o Lancia Tipo 61. Sto parlando della prima auto di serie a montare un impianto elettrico completo. Nonché il primo modello del Casa Lancia a superare le 1000 unità prodotte. Toccando soglia 1696 esemplari, per la precisione. È succeduta alla Lancia Eta. Il suo testimone è stato raccolto dalla Lancia Kappa, con la ripresa del ciclo industriale alla fine del Conflitto.
L’auto fu presentata al Salone Internazionale dell’Automobile di Londra nel 1913. E messa sul mercato entro la fine dello stesso anno. La Theta era la prima auto europea dotata di impianto elettrico completo, offerto come dotazione di serie. Il Cavaliere della Bellezza era tanto certo della bontà di tale novità, che scelse di eliminare la manovella d’avviamento anteriore. Quest’ultima restò dunque solo come accessorio fornito nella dotazione degli attrezzi.
Il propulsore della Theta era il 4 cilindri di quasi 5.0 cc che era usato sull’autocarro 1Z fin dall’anno prima (1912). Esso era affidabile e potente (sprigionando una potenza massima intorno ai 70 CV). E riusciva a spingere la Theta fino ai 120 km/h.
E voi, a bordo di quale mezzo avete attraversato il periodo più burrascoso della vostra vita?
LA MIA VITA A 4 RUOTE Sono Juan, abito a Milano e ho scelto di aprire questo spazio perché desidero far sentire una voce nuova nel panorama delle auto… la MIA! Il mio interesse per il mondo a quattro ruote nasce in età adulta e, sorrido nel ricordarlo, quando ho iniziato a leggere con una certa frequenza riviste specializzate, che mio padre consultava alla ricerca di un’auto nuova. Il passo successivo è stata la necessità di potermi spostare fuori città in piena autonomia, e la svolta è avvenuta grazie a uno spot in tv dell’Alfa Romeo Mito, con un costo per me irraggiungibile. A quel punto la scelta obbligata è stata una Lancia Y – che stava su con lo scotch. Ora che mi ricordo, quand'ero bambino, mi piaceva tantissimo andare in auto con mio padre, perché mentre lui guidava, io cambiavo le marce. Quando premeva la frizione dopo un'accelerata, salivo di marcia. Quando schiacciava la frizione dopo aver rallentato l'andatura, scalavo di marcia. Lo so che detto così, sembra un gioco, ma per me piccolo era bellissimo, perché mi immedesimavo in mio padre e controllavo con lui la macchina.
Ho scelto di vivere coi miei lettori le emozioni che le auto mi suscitano. Per questo motivo il mio blog «HP – CV. L'auto che voglio» è rivolto a chi fa dell'amore per le auto – supersportive e non – una ragione di vita, non solo di status. Sì, perché quando parlo di alcune Case d'auto, mi s’illuminano gli occhi al solo pensiero che il mio cuore possa battere al ritmo dei giri del loro motore. A volte il mio cuore sussulta, quando cambio la marcia, perché l’accelerazione porta con sé l’adrenalina che mi serve per sentirmi vivo. Il motivo che mi spinge a gettarmi a capofitto in quest'avventura, è la mia passione per le automobili, ma anche l'ammirazione che nutro per coloro che creano veri capolavori dell'arte (penso a Lamborghini Egoista, o a Dallara Stradale, o ancora a Bugatti La Voiture Noire).
Questi sono i motivi per cui, in questo spazio, salvo sporadiche eccezioni, troverete la mia opinione più dal punto di vista della Comunicazione ‒ che altro. In fondo, per i dettagli tecnici, avete già la scheda prodotto del concessionario.
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