Oggi voglio parlare con voi di un mondo che mi sta molto a cuore. Ossia, quello Lancia. E lo farò parlando della vettura che permise all’Ing. Gianni Lancia di farlo da protagonista. Cioè, Lancia D20.

{{PD-Italy}}{{PD-1996|Italia|1 gennaio 1996}} solo se l’immagine è precedente al 1976, altrimenti l’immagine verrà cancellata. (maggiori info) Puoi farti aiutare dal CommonsHelper Attenzione: Questo file è stato caricato su it.wikipedia per motivi tecnici e non deve essere cancellato, nemmeno se risulta orfano o presente identico su Wikimedia Commons! This file cannot be moved to Wikimedia Commons!, dimensioni originarie: 625z515px, Licenza: Pubblico dominio, nome file: Mille Miglia.jpg, file caricato n data: 12 luglio 2007, indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Lancia_D20#/media/File:Mille_Miglia.jpg, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1229829Lancia D20: come nacque?
Mi riferisco alla berlinetta D20 che Gianni volle per le competizioni agonistiche. Ciò lo distinse in modo evidente dal padre. Il mai dimenticato Monsù Enzo, svestiti i panni del pilota, appena divenuto imprenditore automobilistico, non volle più partecipare alle gare. Tanto per dare delle coordinate temporali, parlo del periodo subito dopo la presentazione dell’Aurelia. Nel 1951 la Casa si accontentò di assistere i clienti che volevano partecipare alle gare più importanti. L’anno dopo scelse di entrare nell’agone con la vettura ufficiale Aurelia B20 appositamente allestita. Ma solo nel 1953 Lancia decise di competere con un prodotto pensato e progettato per quello specifico scopo.
Lancia D20: chi era?
Anche se il popolo la chiamava Aurelia 2900, questa creazione di Vittorio Jano si distingueva parecchio dal punto di vista tecnico dal modello di partenza. Pare che tra la prima idea di questo progetto e la sua realizzazione sia passato poco più di un anno. Accanto a Jano c’erano Ettore Zaccone Mina (per la parte motoristica), Francesco Faleo (per quella telaistica), Mattei (in quanto alle prove motori) e Luigi Bosco (per la trasmissione). Il primo motore aveva una cilindrata di 2494 cc e sprigionava la bellezza di 180 Cavalli. A questo fece seguito un propulsore quadro, dotato di 6 cilindri a V di 60° con una cubatura di quasi 3 litri che sprigionava la bellezza di 215 CV a 6500 rpm. Esso era così strutturato: 4 alberi a camme in testa, doppia accensione, alimentazione grazie a 3 carburatori doppio corpo. Montava sospensioni a 4 ruote indipendenti, grazie all’avantreno a balestra trasversale e bracci oscillanti e al retrotreno a trapezi e balestra trasversale. La linea della carrozzeria era merito dello Studio del Pinin nazionale.

Lancia D20: dalla D20 alla D23
La D20, così per come era stata pensata e sviluppata, non erogava una potenza sufficiente. E non poteva reggere il confronto con le avversarie del Campionato del Mondo Vetture Sport (istituito nel 1953). Essa allora venne migliorata a campionato già iniziato e trasformata nella D23. Ma questo è un altro capitolo dell’affascinante storia della Casa del Cavaliere della Bellezza.
Juan
l’immagine proposta in apertura del presente post è gentilmente concessa da Pubblico dominio, soggetto: Lancia D20, dimensioni originarie: 840x300px, Licenza: Pubblico dominio Questa è una fotografia pubblicata in territorio italiano o ivi realizzata senza essere mai stata pubblicata all’estero[1] ed è nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto[2]. Secondo la Legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni, le fotografie prive di carattere creativo e le riproduzioni di opere dell’arte figurativa[3] divengono di pubblico dominio a partire dall’inizio dell’anno solare seguente al compimento del ventesimo anno dalla data di produzione (articolo 92). In accordo al testo di legge, tali fotografie sono: «immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche[4]. Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili» (articolo 87). Le immagini considerate opere dell’ingegno di carattere creativo, invece, diventano di pubblico dominio dopo 70 anni dalla morte dell’autore (articolo 2, numero 7 e articolo 32-bis). ^ Sul punto si veda per esempio la Convenzione di Berna. ^ Sono nel pubblico dominio le fotografie prive di carattere creativo il cui paese di origine è l’Italia (o i territori soggetti alla legislazione italiana nel momento della produzione della fotografia, ad esempio l’Africa Orientale Italiana) prima del 1º gennaio 2004 ^ L’opera d’arte è a sua volta in pubblico dominio o ha altra licenza specificata in questa pagina ^ Si considerano “ottenute con processo analogo” i fotogrammi di ogni tipo di video ripreso dal vivo, anche non destinato al cinema, ma ad esempio alla televisione. La legge non nomina esplicitamente le riprese televisive perché all’epoca ancora non esistevano. Dopo aver accuratamente verificato la validità della licenza, questa immagine potrà essere ricopiata su Wikimedia Commons, rendendola così disponibile anche a Wikipedia in altre lingue e agli altri progetti Wikimedia. Ma non va né richiesta la cancellazione di questa copia né inserito il template {{NowCommons}} Carica l’immagine su Commons con le licenze {{PD-Italy}}{{PD-1996|Italia|1 gennaio 1996}} solo se l’immagine è precedente al 1976, altrimenti l’immagine verrà cancellata. (maggiori info) Puoi farti aiutare dal CommonsHelper Attenzione: Questo file è stato caricato su it.wikipedia per motivi tecnici e non deve essere cancellato, nemmeno se risulta orfano o presente identico su Wikimedia Commons! This file cannot be moved to Wikimedia Commons!, nome file: Lancia D20.jpg, 12 luglio 2007, l’immagine è reperibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Lancia_D20#/media/File:Lancia_D20.jpg, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1229809

Un pensiero su “Lancia D20: dal Dopoguerra alle corse”